SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Della Samb delle ultime gare, capace di imporsi contro squadre importanti come Ancona e Termoli, resta solo l’amaro in bocca. Solo un punto in due partite che – a vedere le prestazioni – avrebbero potuto portarne sei.

La Samb offre un’immagine distorta di sé. A ben vedere, gli score delle ultime due partite non sono un granché: un pareggio, una sconfitta, tre gol segnati, quattro subiti. Non benissimo. Ma a vedere le prestazioni, più che di una squadra in difficoltà, sembra di essere di fronte ad una squadra incompiuta.

Gli uomini di Palladini giocano bene, dominano, e a tratti si impongono con una facilità disarmante. E immediatamente ci si accorge che la penuria di gol è frutto più della sfortuna (il Pazzi di Gualdo, la traversa di Napolano a Termoli) che di problemi strutturali, che i gol subiti sono arrivati quasi esclusivamente su calcio piazzato (dei quattro subiti, due su rigore e uno su punizione), che i risultati non hanno rispecchiato in toto l’andamento della gara.

Del pareggio di Gualdo e della sconfitta di oggi non ricorderemo di avversari irrestistibili, né una di Samb in difficoltà, ma di tanta sfortuna. Sfortuna che, se ad Ancona aveva il volto di Pazzi (che ha fallito due gol) e Carminucci (autore/vittima del rigore dorico), oggi ha quelli di Napolano (la sua punizione, che sarebbe valsa il 2-2, era dentro) e Patania (il portiere termolese, riserva ad inizio campionato ed eroe di giornata).

La squadra c’è, e non c’è nulla da temere. Pazzi e Shiba torneranno, e francamente – con un Napolano e un Santoni così – non occorrerà aspettar molto per vedere altri gol.

In difesa si subisce molto – 10 gol nelle ultime 7 gare – ma anche qui i numeri ingannano. Delle 10 reti subite, solo 2 sono arrivate su azione. Prima di oggi, l’ultimo gol su palla attiva era stato subito contro l’Astrea – il 23 settembre scorso. Un’eternità. Nel frattempo la squadra – e la difesa in primis – è cresciuta, e molto.

Sui calci piazzati la difesa soffre, ma in campo sta trovando solidità (con la crescente sintonia tra Aquino e Marini) e freschezza (con i graduali inserimenti di Carminucci e Camilli). Belle, bellissime notizie.

Tuttavia, qualche incognita resta. Può bastare? Per vincere il campionato, probabilmente, no. Per vincere il campionato bisogna avere di più. Bisogna vincere giocando male, con cattiveria, chiudendo le gare prima che la sfortuna le riapra. Ci vuole una squadra cinica, cattiva, “tignosa”. La Samb gioca bene, ha forza e qualità, ma non ancora la tigna. Nulla di irrecuperabile, ma bisogna cambiare tendenza.

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