Eventi. Da almeno un ventennio (ma anche di più) la Rivera delle Palme e San Benedetto del Tronto hanno perso la possibilità di vivere di rendita. La dimostrazione è infatti facilissima: andate indietro di 30-40 anni e dal finestrino di un treno guardate verso est. La prima spiaggia piccola, piccola la trovavate antistante i centri di Grottammare (un chilometro o poco più) , Porto San Giorgio (idem), Civitanova (idem), poi nulla più sino alla spiaggetta-ettaetta delle due tanto decantate “due sorelle” anconetane di Numana e Sirolo. La prima vera spiaggia concorrente per dimensioni e storia era Senigallia ma i pionieri del nostro turismo erano riusciti a superarla e di molto.

Dopo una linga rincorsa e senza più persone come i nostri pionieri, Senigallia ci ha superato (vedi statistiche) grazie ad una politica più vicina a quelle romagnola che alle nostra. Se percorri oggi lo stesso tragitto marchigiano trovi almeno altre 20 spiagge (Grottammare compresa) come quella di San Benedetto o poco meno. A noi è rimasto il fascino di una località che negli anni sessanta competeva (seppur perdendo il confronto) con due grandi spiagge di massa come Rimini e Viareggio. Anche la spiaggia di Riccione non aveva una sua forte identità ma viveva alle spalle di Rimini, oggi tra Riccione e San Benedetto del Tronto sembra esserci un abisso sul piano della visibilità nazionale.

Stessa cosa verso sud, la prima grande spiaggia era Pescara ma meno importante, proseguendo solo spiaggette o luoghi isolati seppur incantevoli come le coste brindisine o Tropea, nessuna spiaggia in grado di contenere per larghezza e lunghezza gli stessi spiaggianti sambenedettesi. Adesso tra Pescara e Foggia esistono tante spiagge come la nostra. In pratica non abbiamo saputo mantenere una leadership e siamo stati sommersi dalla concorrenza. Faccio un esempio che ritengo calzante: quello di una florida ditta che finisce in malore per l’incapacità di sapersi adeguare alle nuove tecnologie, il passaggio dalle macchine da scrivere ai computer ha segnato la fine per tante ditte impreparate.

Tanto è successo a San Benedetto del Tronto perché, non potendo impedire la crescita altrui, ha dormito e non ha usato la testa per mantenere un appeal creato dai nostri pionieri con tanti sacrifici e tanta materia grigia. Un deterrente al regresso era la creazione di un evento di carattere nazionale o internazionale in grado di sigillare un nome che, ormai tanti anni fa, girava sulla bocca degli italiani molto più di adesso. Sicuramente molto più di altre località italiane prima quasi sconosciute. Ci siamo infarciti di tantissimi ex, tanto da giustificare anche l’ironica definizione di ex città turistica.

Negli anni più recenti sono stati fatti tentativi in tal senso ma mai con la dovuta determinazione. Per esempio, per me, nel contratto del pur contestato concorso di Miss Italia andava messa una clausola con la quale veniva garantita la finalissima in caso di rinuncia di Salsomaggiore ad un costo già definito. Niente non era. Di uno spessore simile a Miss Italia si è fatto poco o niente mentre molte iniziative promettenti, vedi la Beach Arena ma anche il Summer Games che non andavano fatti morire dopo una breve o lunga agonia. Andavano o supportati con intelligenza dopo le prime esperienze o non fatti partire affatto.

L’estate scorsa si è pensato al Musical e l’idea, devo dire, inizialmente non sembrava sbagliata essendo un genere che in Italia (correggetemi se sbaglio) non ha una vera città di riferimento. Il cosiddetto Mef è partito male perché senza un vero progetto dietro che doveva assegnare precise responsabile riguardo al futuro, non solo alla Sorge ma anche a chi ci guadagnava subito, Gianni Togni. Evidentemente l’assessore si è fatta convincere della bontà del progetto dall’organizzatore che la prossima estate probabilmente si rivolgerà ad un’altra città che magari, però, si dimostrerà più furba e previdente chiedendogli i debiti riscontri pena il dimezzamento del suo guadagno.

Ho fatto un ragionamento lunghissimo per avallare un’idea di Margherita Sorge che vuole lanciare un Concorso di idee per trovare un evento che possa caratterizzare la nostra riviera sin dalla prossima stagione estiva. Secondo me uscirebbero proposte molto itneressanti perché ai sambenedettesi tutto si può dire meno che non sono creativi o un popolo al quale non piace lottare per vincere. Non sarebbe stato il primo porto peschereccio italiano, non avrebbe avuto una squadra di calcio miracolo degli anni 50-60, non avrebbe avuto il lungomare più bello d’Italia (così si diceva quando ero ragazzo), non avrebbe avuto un galoppatoio a ridosso del mare dove oggi pare che vogliono costruire dopo aver lasciato lo stesso territorio per quasi trent’anni semi abbandonato o quasi, sicuramente inutile.

Politici tutti prendete da adesso una strada diversa: rinunciate a pensare cosa c’è da fare ma limitatevi al compito che vi è più congeniale, quello di vagliare e accettare o bocciare le proposte che vi arrivano dal popolo e quindi da persone che certi progetti li fanno per lavoro e quindi per competenza. Concorso di idee subito e trasparenza massima su tutto.  Da affiancare chiaramente  alla creazione di un brand Piceno in grado di valorizzare un territorio dove non manca nulla ma pochi lo sanno.

 

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