SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “I cittadini non hanno accolto, amato e condiviso il progetto del Musical Europa Festival”. Ad ammetterlo nel corso di YouRiviera è Margherita Sorge che, a quasi quattro mesi dall’evento ideato e organizzato da Gianni Togni, fa un’analisi onesta e distaccata della manifestazione. “Il nostro era un tentativo ambizioso, volevamo portare a San Benedetto un appuntamento che potesse diventare caratteristico nella nostra città. Non è vero che fosse un genere di nicchia; i musical in Italia fanno sempre registrare sold-out”.

L’ammissione che non t’aspetti, maturata dopo polemiche che hanno invaso persino il centrosinistra, affatto convinto della resa della kermesse, a fronte di 103 mila euro di spesa complessiva, con il Comune chiamato ad intervenire per quasi 60 mila. “Per il 2013 sicuramente non riusciremo a garantire lo stesso budget – informa l’assessore alla Cultura – dovremo stringere la cinghia ed intercettare fondi esterni creando una sinergia coi privati. Abbiamo bisogno di un partner forte che voglia legare il suo nome al Mef”.

La convinzione della Sorge è che una seconda edizione del Musical Europa Festival possa costare molto meno del primo atto, considerato una sorta di numero zero sperimentale: “Il format muterà e la metamorfosi porterà ad un sostanziale risparmio. Quest’anno al Palariviera abbiamo proposto una sorta di passerella con 35 artisti che simboleggiavano il top nel settore. Se andremo avanti, cambieremo la rotta”. Tradotto: produzione di musical, istituzione di un concorso e conferma degli stage “che da gratuiti potrebbero diventare a pagamento con l’inserimento di una piccola retta che possa aiutare le nostre casse”.

Resta da capire se un nuovo Mef avrà come casa ancora il Palariviera. La Sorge ha riconosciuto che un’attrazione estiva avrebbe meritato uno scenario possibilmente all’aperto, svelando a sorpresa un sogno originario dello stesso Togni: “L’evento si sarebbe dovuto tenere al Porto. Il primo sopralluogo fu lì, Gianni se ne era innamorato. Ma ci sarebbe costato troppo, almeno il doppio, tra palcoscenico e vari service”.

PIU’ DI 150 BIGLIETTI OMAGGIO Tra i tasselli mancanti rimaneva quello inerente il numero esatto degli spettatori accorsi alle due serate di gala, condotte da Rita Dalla Chiesa: “Sommando le due serate, i posti occupati sono stati 960”, rivela l’assessore, aggiungendo che le cifre esatte sono state recentemente consegnate al consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Riego Gambini, che provvederà a renderle pubbliche a breve. Sui tagliandi omaggio, si scopre invece che circa 80 sono stati consegnati a stampa ed autorità e una sessantina agli stagisti, senza dimenticare i posti occupati dagli artisti saliti in serie sul palco.

“SCARSISSIMA VISIBILITÀ” “L’anello debole più grande del Mef è stata la scarsissima visibilità nazionale”, conclude con amarezza l’esponente del Pd. “Gli artisti erano conosciuti, Togni era un grande nome, eppure abbiamo pagato il fatto che si trattasse di un’edizione pilota. Sarebbe servito un ufficio stampa più potente. Non avevamo i soldi per permettercelo”.

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