SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta questa mattina una riunione tra i Sindaci dei nove Comuni del comprensorio – San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima, Monsampolo del Tronto, Acquaviva Picena, Cossignano, Ripatransone, Montalto delle Marche, Monteprandone – che intendono mettere in rete e gestire in maniera associata alcuni servizi e funzioni traverso convenzioni.

Erano presenti i sindaci Giovanni Gaspari, Luigi Merli, Domenico D’Annibali, Nazzareno Tacconi, Pierpaolo Rosetti, Remo Bruni, Guido Mastrosani e Stefano Stracci e la segretaria generale del Comune di San Benedetto Fiorella Pierbattista. “L’incontro – ha spiegato ai colleghi il sindaco Gaspari – serve per capire se è possibile ragionare sulla possibilità di stipulare convenzioni che permettano di gestire in maniera associata alcuni servizi ed esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni”.

La necessità di questo incontro è anche sopraggiunta in vista di un vincolo di legge che impone agli Enti al di sotto di 5 mila abitanti l’obbligo di esercizio associato delle funzioni comunali entro il 1° gennaio 2013 con riguardo ad almeno tre delle funzioni fondamentali ed entro il 1° gennaio 2014 con riguardo alla restanti funzioni fondamentali (come previsto dal comma 28 dell’art. 19 del decreto legge n. 95 del 2012 convertito in legge n. 135 del 7 agosto 2012).

Da parte del sindaco Tacconi è venuta la proposta di ragionare in tempi stretti sulla condivisione di tre servizi: Sociali, Polizia Municipale e Protezione civile. Il sindaco Merli ha sottolineato il dovere da parte dei Comuni più grandi di elargire conoscenze creando una rete tra dirigenti, direttori e dipendenti. Favorevole alla proposta di stipulare convenzioni anche il sindaco di Acquaviva Rosetti il quale si è detto disponibile fin da subito a coinvolgere il suo comune per offrire al territorio maggiori servizi che con il personale ad oggi disponibile non potrebbero essere garantiti. Da parte di Bruni la richiesta di coinvolgere anche altri comuni come Carassai e Massignano.

“Questo è un primo passo per giungere ad un risultato – afferma Gaspari – che, in una situazione di riordino del sistema degli Enti locali e di maggiore necessità di razionalizzazione dei costi, potrebbe apportare vantaggi su più fronti e per tutti i Comuni del comprensorio”.

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