COLONNELLA – Il gruppo di minoranza “Insieme per Colonnella” ha chiesto al sindaco Pollastrelli le copie degli atti del ricorso al Tar presentato dal Comune contro la centrale a biomasse di Vallecupa, e si lancia in una serie di critiche sul modus operandi del primo cittadino. “Tale ricorso – afferma la consigliera Graziella Cecchini – è reso inutile dalla mancanza della revoca del parere (positivo) della conformità igienico sanitaria che il sindaco stesso ha espresso, in maniera autonoma il 4 giugno 2012. Tale parere è stato fondamentale per l’avvio dei lavori, essendo il sindaco la massima autorità in tema di sanità. Solo la revoca di tale atto può eventualmente far sospendere i lavori”.

La Cecchini ricorda poi come il gruppo di opposizione si sia duramente battuto contro la realizzazione della centrale a Vallecupa, “promuovendo incontri pubblici per informare la cittadinanza sulla gravità della situazione, organizzando anche manifestazioni di protesta, e una raccolta firme. In pochi giorni – afferma – sono state raccolte più di 2200 firme, tra cui oltre 1500 dei cittadini di tutte le parti politiche si sono schierati per la tutela della salute pubblica dicendo no allo scempio che il sindaco Pollastrelli da solo ha deciso di regalarci. Ciò ha prodotto i suoi frutti – aggiunge – e si sono formati due comitati cittadini  contro la realizzazione della centrale che stanno lavorando egregiamente. Il sindaco è stato messo con le spalle al muro dai cittadini ed è stato costretto a presentare il ricorso al Tar. Il ricorso poteva essere evitato – prosegue la consigliera di minoranza – se il sindaco avesse fatto i passaggi che un vero primo cittadino avrebbe dovuto fare, cioè avvalersi di esperti  a cui far valutare i progetti e la documentazione che l’azienda aveva presentato in Comune prima di rilasciare qualsiasi tipo di parere”.

Per l’opposizione Pollastrelli avrebbe dovuto chiedere il parere della Asl sull’aspetto igienico-sanitario: “anche se il sindaco è sul proprio territorio l’autorità sanitaria, è un geometra e non ha le competenze per affermare che la centrale danneggia o meno la salute, e avrebbe dovuto informare sia i gruppi consiliari che i cittadini”.

“Tutto questo – conclude la Cecchini – prima di rilasciare pareri, e non dopo. Perché il sindaco non ha fatto tutto questo? Perché ha tentato di tenere tutto nascosto ai cittadini? Perché non ci da le copie del ricorso? Cosa teme o vuole nascondere?”

Sulla centrale di Colonnella si attende l’esito dei ricorsi presentati al Tar sia dalla Sagitta, per una richiesta di risarcimento al Comune di 48 milioni di euro, sia dal Comune, che contesta l’iter di rilascio dell’autorizzazione unica da parte della Regione.

Anche il comitato cittadino Aria Nostra (costituito da cittadini di diversi Comuni) nei giorni scorsi ha presentato alla Regione Abruzzo e alle sedi competenti le proprie osservazioni in merito alla centrale di Colonnella: 11 punti per i quali si chiedono chiarimenti sia sotto il profilo tecnico che amministrativo. Gli aspetti trattati nelle osservazioni riguardano la procedura di autorizzazione, le emissioni sonore, il contratto per la fornitura di legno cippato, l’impossibilità di reperire la legna entro 70 Km, il rischio di esplosioni, il posizionamento dell’impianto in zona ad alto rischio di allagamento, le emissioni in atmosfera. Osservazioni sono state avanzate anche su anomalie come l’emissione in atmosfera di formaldeide, sostanza ad elevato potere cancerogeno. Tra le prossime iniziative del comitato Aria Nostra quella di avviare una raccolta firme per una petizione da inoltrare alla Regione Abruzzo e al Comune di Colonnella in cui si chiede la revoca delle autorizzazioni concesse.

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