Da oltre una settimana a Campli si respira un’aria di tensione tra i genitori e l’amministrazione comunale per il ritardo nell’apertura del servizio mensa nelle scuole e per la fornitura dei prodotti alimentari. La contestazione nasce dalla consegna di cibi di provenienza straniera nei primi giorni di refezione, che ha portato la maggior parte delle famiglie a far disertare il pranzo ai propri figli.

Sabato scorso nella sala consiliare del Comune di Campli, il sindaco Giovannini ha radunato la cittadinanza insieme a un nutrizionista e ai responsabili della Cea Sas, vincitrice del bando della mensa, e della Marr, azienda fornitrice dei prodotti alimentari.

È emerso chiaramente il malcontento delle famiglie, desiderose di avere maggiori informazioni sulla provenienza dei cibi e poco disposte a fidarsi della gestione comunale dopo i problemi che anche lo scorso anno sono stati riscontrati nello stesso servizio.

L’amministrazione comunale, invitando i genitori a rispettare le istituzioni, ha manifestato la massima disponibilità a effettuare controlli, su richiesta delle famiglie o anche senza preavviso, affidandoli al dottore nutrizionista Pietro Campanaro, che ha cercato di rassicurare tutti sulla trasparenza riguardo la tracciabilità degli alimenti e sulla qualità merceologica.

Tuttavia la cittadinanza, restia ad accettare qualsiasi tipo di prodotto proveniente dall’estero, non si è mostrata particolarmente convinta dalle parole dei responsabili del servizio mensa, tanto che il sindaco, nonostante l’impegno nel dotare le cucine scolastiche di tutto il necessario e la completa disponibilità per i controlli, è arrivato a invitare i genitori più sfiduciati a far pranzare i bimbi nelle proprie case, dato che la refezione scolastica non è un servizio obbligatorio.

Un confronto decisamente duro quello tra “il palazzo e la piazza” che potrebbe avere nuovi spunti di discussione nei prossimi mesi.

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