GROTTAMMARE-MATELICA: 2-3

GROTTAMMARE: Di Nardo, Pagliarini, Monaco, Schicchi, Capriotti, Adamoli, Frattali (39′ Calvaresi M.), Gaibo, Ludovisi, Nardini, Rosa. A disp: Pignotti, La Grassa, Silvestri, Marcatili, Marconi, Cameli

Allenatore: Giuseppe De Amicis

MATELICA: Spitoni, Silvestrini, Roccheggiani, Cantarini, D’addazio, Ercoli, Piciotti, Colella, Api (74′ Staffolani), Cacciatore (86′ Zaccagnini), Iachetta (84′ Ruggeri). A disp: Zepponi, Campioni, Lazzoni, Ciuffetti

Allenatore: Nicola Spuri Forotti

ARBITRO: Catucci di Foggia (De Gennaro e Cordella di Pesaro)

RETI: 1′ D’addazio, 25′ Cacciatore, 76′ Ludovisi, 80′ Ludovisi, 81′ Staffolani

AMMONITI: 6′ Adamoli, 7′ Colella, 72′ Silvestrini

ESPULSI:

ANGOLI: 10-0

RECUPERO: 2′+4′

SPETTATORI: 150 circa

GROTTAMMARE – Numerologia alla ribalta nel match contro la prima della classe Matelica. Un numero, il 60, che nella tradizione interpretativa dei cifre in correlazione con miti e leggende rappresenta il simbolo del lusso e dell’opulenza. Un numero che, senza troppo precipitare nel qualunquismo interpretativo che vuole ogni cosa referente ad un emblema legante indissolubilmente universo e materia tramite simbologie, pare che nel caso odierno abbia rappresentato per i bianco-celesti la conferma ad uno status di precarietà di vittorie anche nel momento in cui tutto gira per il meglio.

Ovviamente il risultato finale non è il volere di qualche entità suprema che schernisce i vinti e sollazza i vincitori con mera “esegesi da numero”. Certo, quel 60 magari riflette quel lusso (della vittoria) che ancora i bianco-celesti faticano a conquistare, e più praticamente i secondi di cui il Matelica ha necessitato per prima passare in vantaggio dopo il fischio iniziale, e poi ripassare in vantaggio a seguito del gol subito del pareggio.

Il risultato finale è in primis frutto di un primo tempo lento e demotivato per il Grottammare, subito sotto di una rete e con vistosi errori in difesa, mentre per gli ospiti maceratesi le due reti che chiudono la prima frazione di gioco sul 2-0 arrivano sulle uniche azioni pericolose da loro create. Nella ripresa, quando il Grottammare comincia ad accelerare in avanti e il Matelica si riversa accoratamente in difesa per difendere il vantaggio, in quello che si prediceva come un noioso e condiscendente secondo tempo, ecco due gol di Ludovisi a risvegliare gli animi e le motivazioni di entrambe le fazioni, nel giro di 4 minuti.

A quel punto, il match esplode e fino alla fine terrà il pubblico col fiato sospeso. Una suspense che, almeno dal fronte casalingo, verrà parzialmente a svanire dopo il gol di Staffolani, ad un minuto esatto dal pareggio di bomber Ludovisi.

Per il Grottammare ancora niente vittoria ma una prestazione tutto sommato buona dopo un primo tempo tetro contro la capolista. Matelica impeccabile e di carattere, senza perdere mai la concentrazione e soprattutto inerme dopo l’incredibile rimonta rivierasca. Una fermezza che ripaga con tre punti d’oro per tenere ben salo il primo posto in classifica.

Per quello che riguarda la cronaca di parte dopo appena un minuto col vantaggio per il Matelica. Su punizione di Cacciatore in area, confusione nella difesa bianco-celeste, ne approfitta D’addazio che spizzica di testa sottoporta ingannando Di Nardo. Al 13′ reazione dei padroni di casa. Bellissima punizione di Nardini che ci prova direttamente su palla ferma, Spitoni sale in cielo e respinge in corner cacciando la palla da sotto il sette. Al 17′ Batti e ribatti in area maceratese, ci prova dai 30 metri Monaco ma il pallone si spegne sul fondo.

Al 18′ Api da buona posizione spara alle stelle e al 25′ raddoppio per i maceratesi. Api in contropiede, lancio in area per Cacciatore che di prima e di collo pieno fulmina Di Nardo. La sfera termina a mezza altezza sul secondo palo, col portiere rivierasco immobile. Al 32′ ancora ospiti, fraseggi sulla 3/4 con Cacciatore che da fuori area e da posizione angolata esplode un collo sinistro che Di Nardo respinge di tuffo.

Nella ripresa al 46′ su angolo battuto da Nardini, Rosa ci prova al volo con sfera che sfila di poco a lato. Al 57′ Calvaresi da fuori, palla a lato e al 59′ accasionissima per Nardini che servito in area da Adamoli, a porta semi-spalancata calcia malamente fuori. Il Grottammare non demorde e al 70′ su punizione Adamoli propone in area, D’addazio svirgola sfiorando l’autogol. Il gol della bandiera arriva al 76′. Cross di Monaco dalla sinistra, Ludovisi colpisce di testa in piena area, la sfera sbatte contro la traversa bassa ed entra dentro, con Spitoni che la rifà sua quando già aveva varcato la soglia. Gol fantasma dato che sembrava che il cuoio non avesse sorpassato la linea di porta.

Al 80′ l’incredibile pareggio. Ancora Ludovisi in rete, con azione fotocopia della precedente. Cross di Monaco dalla sinistra, Ludovisi incrocia in area e di destro trafigge Spitoni. Ma passano appena sessanta secondi e i sogni di gloria, anzi di pareggio per i rivieraschi svaniscono. Al 81′ i bianco-celesti freschi di pareggio sbilanciati in avanti, ne approfitta Staffolani che lanciato in contropiede a tu per tu con Di Nardo, lo dribbla e realizza il vantaggio a porta vuota.

Mister Spuri Forotti: “Oggi ho visto un buon Grottammare, capace indubbiamente di poter lottare per posizioni diverse da quelle che ricopre ora. Per quello che ci riguarda un risultato ottimo frutto di un gruppo che si sta impegnando tanto, e anche di una società che ci segue con attenzione senza mai farci mancare il proprio supporto. Stiamo facendo bene e ci sono i presupposti per continuare su questa strada”.

Capitan Dario Ludovisi: “Siamo partiti subito male. Eravamo nervosi e temevamo il Matelica. Con l’andare del tempo è cambiato l’andazzo, ho visto una squadra più motivata ed a tratti addirittura equiparabile alla prima in classifica. Potevano realizzare più gol, non abbiamo sfruttato delle occasioni. E’ un momento un po’ strano, io in qualità di capitano mi prendo le mie responsabilità. Se analizzassi tutte le partite, direi che non ce n’è stata una in cui non abbiamo creato palle gol, ma la sfera proprio non ne vuole sapere di entrare. Oggi sembrava che questo mito andava sfatandosi, anche se la vittoria non è arrivata. Una sterzata sono convinto che l’abbiamo data”.

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