CELANO – Della partita di oggi rimangono solo alcune istantanee: ricorderemo un gran freddo (soprattutto dopo il gol di Fuschi), la delusione per il gol annullato (ingiustamente) a Puglia, la paura dopo il doppio fischio dell’arbitro, la gioia per la doppietta di Carpani, la rabbia davanti alla follia di alcuni “tifosi” (che, soli, hanno gettato fango su un’intera città).

Ricorderemo questo e altre cose, ma della partita – tante emozioni, gioco barbarico – ci dimenticheremo presto. La gara, complice un campo molto pesante, non ha offerto molto sul lato tecnico: da una parte il Celano, squadra fisica, solida e lineare; dall’altra una Samb molto sottotono, incapace di innescare i tre davanti e poco solida dietro.

La Samb soffre molto il gioco duro del Celano, bravo – soprattutto nel primo tempo – a mettere in difficoltà la Samb grazie ad una costante spinta sulle fasce e ai rapidi scambi tra Salvati e Granaiola. I due, bravissimi sia nel suggerire ai compagni che a liberarsi per la conclusione, sono una continua spina nel fianco dei rossoblu che, loro malgrado, non possono che aggrapparsi a Marini (bravissimo in marcatura, soprattutto sulle palle alte) e Barbetta (come al solito decisivo nei momenti chiave).

Samb che soffre, sì, ma è la prima a passare in vantaggio, grazie a un giocatore “leggermente” decisivo. Manco a dirlo, è Napolano. Stavolta Re Mida non segna, ma dalla sua punizione arriva il gol dell’ottimo Carpani che -come contro la Jesina- si fa trovare prontissimo in ribattuta.

Siamo al 43esimo e la Samb torna negli spogliatoi con un vantaggio che, per quanto visto in campo, generoso è dir poco. Il secondo tempo lascerebbe presagire a una partita diversa, forse più facile per una Samb che, una volta sbloccato il risultato, potrebbe sfruttare la velocità e la forza di Santoni e Shiba in contropiede. Ma il Celano si dimostra una squadra ostica e preparata e, raggiunta la Samb su palla inattiva (un’abitudine della quale faremmo volentieri a meno), imbriglia i rossoblu con un gioco rude e grintoso, con lampi di bel gioco.

La Samb soffre molto perché, con uno Scartozzi sottotono e un Forgione troppo “fumoso”, le trame offensive si limitano al lancio lungo per i tre davanti che – pur dannandosi l’anima per ricevere qualche pallone giocabile – non si vedono mai. Lo stesso Napolano, che nelle precedenti partite accorciava spesso a centrocampo, è sempre fuori dal gioco, facendo impazzire il povero Tracchia che, costretto a lanci lunghi che gli riescono una volta sì e tre no, soffre troppo.

Palladini prova a dare una scossa inserendo Pazzi e Puglia: mossa avventata (viste le caratteristiche dei due), ma che paga. Pochi minuti dopo il loro ingresso Napolano manda in porta Puglia che, a tu per tu con Nutricato, insacca. L’urlo di gioia dei tifosi rossoblu viene però ricacciato in gola dall’arbitro che – su segnalazione dell’assistente – annulla per una sospetta posizione di off-side (anche se, come si apprenderà poi dai replay, Puglia era in posizione regolare).

Da quel momento in poi la partita smette di essere giocata in campo e l’agonismo – inteso nella sua forma più becera – si trasferisce nel settore dedicato ai tifosi rossoblu, che iniziano a lanciare oggetti verso il secondo assistente dell’arbitro. Spadoni, Palladini e i giocatori hanno parlato di monetine, tappi e “borghetti” vuoti. Il guardalinee si impaurisce (chi non lo farebbe, con duecento tifosi che ti alitano alle spalle?) e lamenta un colpo al ginocchio, chiedendo di interrompere il gioco per essere medicato.

Negli spalti si pensa alla sospensione della partita (e già si esulta per il tre a zero a tavolino) ma l’arbitro fischia solo due volte, riprendendo la gara solo dopo che Marini è andato a colloquio con i tifosi.

A prescindere dalla regolarità o meno del gol, questa è una situazione inaccettabile. Insieme a quelle bottigliette stava per andare all’aria la partita della Samb e l’immagine di un’intera tifoseria, se non di tutta la città. I cori contro i “ladri” e i “delinquenti” di San Benedetto, intonati a fine partita, sono la prova lampante di queste parole. La parte sana della tifoseria dovrebbe emarginare certi atteggiamenti: fanno male alla Samb (che riceverà quantomeno una multa), fanno male a loro stessi (vi immaginate un Samb-Ancona a porte chiuse?), fanno male a noi (costretti a commentare certi gesti). Nessuno venga a lamentarsi se si vietano le trasferte ai tifosi.

La ripresa della partita consegna una squadra distratta e nervosa che, se non subisce gol, deve ringraziare la buona prova di Barbetta e le tante imprecisioni della squadra di casa. La Samb, tuttavia, non muore mai e – dopo aver dato i primi segni di risveglio con Forgione e Napolano – raggiunge il vantaggio con il gol di un ispiratissimo Carpani (alla prima doppietta). Assist di Napolano, ça va sans dire.

Dopo il gol di Carpani ci sono altri disordini, stavolta in tribuna centrale, dove l’esultanza di un supporter rossoblu scatena la rabbia dei tifosi di casa. Accenni di rissa, fermati a fatica dalle forze dell’ordine. Cose che fanno male al calcio, così come fa male vedere giornalisti e carabinieri presi a parole mentre cercano di fare il loro lavoro.

Ma tant’è. Dal lato sportivo, perlomeno, è una grande giornata. La Samb tira fuori il meglio da una partita complicatissima, raggiungendo – proprio per questo – una vittoria preziosa. Il campionato passa per partite come questa.

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