SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Viva la solerzia”. Riego Gambini, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, commenta con amara ironia la notizia riguardante il furto di dodici reperti avvenuto al Museo del Mare di San Benedetto del Tronto: “Mi rallegro con gli uffici di competenza del Comune per la sollecitudine con la quale è stata comunicata alla stampa la formalizzazione della denuncia”.

“Per correttezza  e trasparenza – ammonisce Gambini – voglio però aggiungere che in data 24 ottobre avevo fatto richiesta di accesso agli atti, attraverso posta elettronica certificata e firmata – Pec, presso il protocollo del Comune di San Benedetto del Tronto proprio per verificare la fondatezza delle voci non di certo ufficiali che raccontavano l’accaduto”.

L’esponente grillino si è quindi recato venerdì mattina presso l’ufficio di Renata Brancadori per approfondire ulteriormente la questione e prendere visione della denuncia, “che però a causa dell’assenza momentanea della referente, non è accaduto. E’ con estrema meraviglia – continua – che, a poche ore di distanza da questo incontro, noto la pubblicazione online della notizia. Infatti, ero stato cortesemente invitato a mantenere un comportamento discreto e riservato, consono alla situazione, per via delle indagini che le forze dell’ordine stanno ancora svolgendo. Dopo essermi poi recato presso il comando dei carabinieri  per chiedere quale fosse il comportamento che un cittadino, nonché consigliere comunale, deve mantenere in questi particolari casi, ho sentito il dovere di aggiungere queste poche parole per provare a portare ulteriore chiarezza e trasparenza in una questione che personalmente ritengo debba essere approfondita nonché verificata”.

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