SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si preannuncia un cambiamento nell’ambito dell’edilizia. O almeno ne siamo agli albori. In questa Italia che ha sacrificato intere superfici per costruire un sistema insediativo che non funziona più, vogliono intervenire le Regioni. Nelle Marche  la volontà sarebbe quella di stoppare l’urbanizzazione cosiddetta selvaggia e puntare invece alla riqualificazione delle aree già urbanizzate.

Il 25 ottobre si è tenuto a questo proposito, un convegno nella sala consiliare di San Benedetto, organizzato da Paolo Perazzoli. Ospite dell’incontro Antonio Minetti, dirigente Servizio Territorio Ambiente Energia che introduce:

“Inizio di una nuova stagione caratterizzata dal tentativo anche statale di portare l’Italia, con molta fatica, a standard medi europei sul governo del territorio, la qualità urbana e il cosiddetto bene comune a favore della collettività. Le prestazione delle nostre città sono quasi agli ultimi livelli in Europa. L’edilizia nuova deve produrre più energia di quella che consuma, grazie a tecnologia, materiali innovativi e al vantaggio economico nella realizzazione. Svolta nell’economia in questo campo, si comincia a vedere anche in Italia. Costruire nel costruito, lo slogan coniato dal governatore Spacca

Lo strumento proposto dalla Regione è il PORU (Programma Operativo Riqualificazione Urbana) la quale regia è pubblica. Il Comune fa partire l’operazione con una delibera di indirizzo che è programmatica e offre alla città una proposta di riqualificazione E i privati? Le proposte arrivano in base alla delibera e  questi dovranno presentare progetti fattibili e solvibili che finiranno in una graduatoria. Il Poru non va in Provincia ecco perché Minetti parla di un anno e mezzo di media per l’operazione. L’ente provinciale in passato ha impiegato anche trenta mesi per rispondere ad un progetto di variante del prg comunale.

“La sopraindendenza- continua Minetti- rimane il punto interrogativo, l’ultimo feudatario dell’apparato statale che con difficoltà raggiunge dei compromessi. La regione non ha poteri con loro”

Il Poru, come ha spiegato il dirigente regionale, rientra nella proposta di legge, la numero 22, del ministro Catania che ha messo nero su bianco delle norme per la tutela per i terreni agricoli e del territorio.

“Certo è che bisogna sperimentarla- conclude Minetti- occorre sporcarsi le mani, capire come un Comune possa applicarla: a cominciare dallo spreco edilizio, che si evince dalla visione di pezzi di città che non funzionano evitando di consumare ed urbanizzare altre aree. La famosa crescita può avvenire nella riqualificazione della città che esiste. Energie finanziarie private l’incastro di tanti strumenti di crescita si possono trasformare in un volano di vantaggi e non svantaggi alla cittadinanza e ai Comuni come è avvenuto negli ultimi 50 anni.Nessuna Regione d’Italia ha mai realizzato una cosa così innovativa ed stato fatto grazie al lavoro in collaborazione con l’Anci in 15 incontri”.

 

 

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