GROTTAMMARE – Non si placano le polemiche per l’assenza di acqua nell’asilo di Grottammare. Un’altra mamma, Stefania Bruglia, ci ha mandato la lettera inviata al Dirigente Scolastico Maurilio Piergallini, all’Ufficio Scolastico Regionale con sede ad Ascoli Piceno e al sindaco Luigi Merli.

Pubblichiamo interamente

“Sono la madre del piccolo Cristiano Michettoni, che frequenta il secondo anno della scuola materna di Grottammare –sede centrale.

Con questa mia lettera intendo denunciare un fatto a mio avviso increscioso e grave e cioè il metodo con il quale è stata gestita la chiusura dei bagni posti all’interno di tre sezioni di suddetta Scuola da circa quattro settimane, motivata da problemi inerenti le tubazioni dell’acqua e dunque la non potabilità della stessa.

Infatti, di tale circostanza sono venuta a conoscenza per puro caso, conversando con altre mamme, in occasione di una normale riunione di interclasse del 15 ottobre, alla quale noi genitori eravamo stati invitati, con la precisazione che nell’ordine del giorno non risultava evidenziato il problema dell’acqua. Sappiamo bene che in questi casi, ovvero quando una situazione non viene portata a conoscenza in maniera trasparente attraverso una precisa informazione, si vengono a creare falsi allarmismi con tutte le conseguenze del caso.

Debbo precisare che la gran parte dei bambini usufruisce del servizio Scuolabus, per cui è estremamente grave, a mio avviso, che la Scuola non abbia dato formale comunicazione scritta ai genitori, così come avviene di solito per problematiche non gravi (pediculosi, scioperi, progetto “Frutta nelle Scuole” ecc…)

Mi domando dunque quale sia il criterio di giudizio per ritenere un problema importante  tale da essere comunicato alle famiglie. A questo punto ho motivo di preoccuparmi che di eventuali problematiche future non venga data comunicazione così come avvenuto nel caso che ho rappresentato.

Chiedo pertanto una maggiore attenzione per il futuro soprattutto, ripeto, in relazione al dovere civile e morale di informare i genitori che si affidano alle istituzioni scolastiche non solo per la formazione didattica dei propri figli, ma anche per la loro tutela”.

 

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