SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le parole se le porta via il vento: i fatti, restano: “Itb Italia sta concretizzando lo sforzo di decine e centinaia di piccole imprese balneari cercando, al fianco della sacrosanta protesta, anche la necessaria proposta per salvare il settore” afferma il presidente Giuseppe Ricci che, lo scorso 10 ottobre, dopo l’incontro a Roma con il Ministro per gli Affari Regionali Gnudi in via della Stamperia, ha consegnato al rappresentante del governo un documento, da tempo predisposto e condiviso da esperti e imprenditori, col quale si cerca di scongiurare “la fine della storica categoria degli imprenditori turistici balneari”.

“Le nostre tesi, riguardano, come sempre: l’uscita dalla Direttiva Bolkestein o meglio la sua corretta applicazione (che esenta il nostro settore nei modi in cui ci si sta approntando a fare); l’assegnazione di un diritto di superficie sul manufatto commerciale; la sdemanializzazione dell’area del manufatto commerciale”.

Il documento è stato divulgato anche a tutti i parlamentari e ai partiti politici che seguono attivamente la lotta dell’associazione: lo stesso Ministro Gnudi ha detto al presidente Ricci che si tratta dell’unica proposta scritta giunta al suo tavolo su questo argomento.

“Riteniamo che a causa della grave situazione e della decisione espressa dal governo (evidenza pubblica per le imprese) sia arrivato il momento in cui non possiamo più sbagliare: occorre continuare la nostra azione con sempre maggiore precisione e incisività, perché siamo entrati nella fase in cui le nostre famiglie non sono più in grado di programmare il proprio futuro” continua Ricci, per cui “il prossimo 27 ottobre, sabato, appuntamento a San Benedetto del Tronto presso lo stabilimento balneare Da Federico alle ore 16 per continuare a programmare il nostro futuro: dobbiamo compiere altri passi in avanti e far capire a tutta la politica nazionale che stanno compiendo un danno grandissimo e che mirano a dare vantaggi a settori che nulla hanno a che vedere con noi”.

“Per questo rinnoviamo l’invito a partecipare a tutti:, associazioni, sindacati: abbiamo invitato tutti al fine di discutere il nostro documento e rilanciare la nostra battaglia. Se poi non tutti vorranno aderire, andremo avanti con quanti vorranno condividere i nostri sforzi” termina il numero uno di Itb Italia.

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