Politica. Ho appena letto le decisioni prese dal governo che potrebbero evitare il carcere a Sallusti. Una proposta di legge che in “cambio” contiene norme molto restrittive della libertà di informazione a tutti i livelli, anche i blog. Per rendervene conto leggetevi bene la Legge in itinere. E’ opinione generale che la vogliano certi politici dopo i recenti terremoti. Quelli in più, quelli cioè che si sono messi in politica con l’unico scopo di lucrare denaro pubblico senza lavorare. E incassando cifre assolutamente inversamente proporzionali a quello che producono nella gestione della cosa pubblica.

Gli altri invece, i politici buoni (solitamente quelli che un lavoro già ce l’hanno), non moltissimi per la verità ma ci sono, non hanno alcun interesse a limitare la libertà di informazione, anzi la vorrebbero libera da pressioni dei Partiti tradizionali (meglio definirli obsoleti) e quindi dalle lobby interne ed esterne (imprenditori di vario genere costretti a farlo) che in cambio li “controllano”.

Parto dai primi due problemi da risolvere, retribuzioni e numero di parlamentari entrambi eccessivi. Problemi che non vanno inquadrati soltanto come semplice risparmio di denaro pubblico. Se ci fate caso, quando la politica viene accusata di essere “troppa” e di guadagnare troppo, si difende così: “Se rapportate i nostri guadagni con il debito pubblico scoprireste che è una goccia di un grande mare”. Senza considerare che non è stato ‘pinco pallino’ a fare debiti ma loro stessi, quindi altro che goccia. Ma non è questa considerazione che mi ha spinto a scrivere questi appunti.

Si parla tanto di ridurre i costi ed il numero dei politici. Intorno al problema si fanno discorsi improntati a buone intenzioni. Parole e niente fatti per ora per un motivo molto semplice: prima ancora di riessere eletti (chi li autorizza non si sa)  molti nostri rappresentanti della politica nazionale hanno in testa un chiodo fisso, trovare il modo per mantenere la propria posizione. Vi faccio un esempio: i politici di stravecchia data dicono con fermezza che il numero dei parlamentari va drasticamente ridotto ed anche gli emolumenti. Vedi Fini. Insomma quelli che hanno la pancia strapiena. Venti anni fa avrebbero sostenuto con forza una tesi contraria come fanno oggi i furbastri appena arrivati nell’ultimo decennio o quinquennio. Coloro che sanno di non avere scampo da una riduzione dei parlamentari, dall’eliminazione delle Provincie e, perché no, delle Regioni, dell’accorpamento dei Comuni (forse la cosa più indispensabile per la semplificazione della gestione dei territori). Il tutto andrebbe sostituito, secondo me, da grandi aree metropolitane.

Discorsi scontati ed anche inutili oramai, qualcuno dirà. Forse sì ma non è scontato quello che sto per dire. Secondo me la riduzione dei parlamentari e quindi delle retribuzioni non va affrontata in modo diretto ma deve diventare la conseguenza naturale di certe azioni. Queste: fare in modo che tutte le azioni istituzionali dei nostri politici siano super trasparenti: consiglio dei ministri, giunte regionali, provinciali, comunali. Al 100% perché in presenza di telecamere e giornalisti mentre prendono decisioni per il bene del popolo. La messa al bando di tutti i sotterfugi e dei vari incarichi se non motivati. Stessa cosa per i concorsi pubblici per i quali i colloqui e gli esami devono poter essere visti o riportati dalla stampa. Il popolo in tempo reale deve sapere chi è che ha preso un posto al cimitero (è solo un esempio), chi in una partecipata, in ospedale eccetera, eccetera. Tutte cose per quali il cittadino non deve diventare un “ricercatore” e perderci intere giornate. Gli basterebbe guardare la tv, leggere un sito on line istituito all’uopo  e di semplice lettura o leggere i giornali cartacei e on line, i quali così non sarebbero costretti ad interpretare più di tanto. E la privacy? Verrebbe tutelata di più rispetto a quella attuale che fa comodo alla politica per i loro affari… privati.

Che c’entra con la riduzione dei rappresentanti della politica e dei suoi alti costi? C’entra e come, perchè, chi sa che mettendosi in politica non potrà farsi più propri comodi ma semplicemente considerarla una missione (e quindi anche un sacrificio), e che deve avere competenze e lavorare per il bene di tutti, preferirà trovarsi un lavoro più umile per sbarcare il lunario come la stragrande maggioranza di uomini e donne. Si candiderebbero soltanto persone per bene e con l’unico proposito di passare alla storia come nei propositi originari del significato della parola “politico”. Scomparirebbero così i fiumi di spumante che solitamente accompagnano gli eletti come se avessero vinto al Nuovo Enalotto. Si vedrebbero persone consapevoli di quello che li aspetta che tanto ridere non fa perché vanno incontro ad un impegno sì importante ma anche molto impegnativo. “E chi me lo fa fa?“, direbbero gran parte dei politici attuali.

La riduzione del numero di Parlamentari (persone valide e disposte ad impegnarsi per la comunità non se ne vedono tantissime ma ci sono), gli stipendi doppi a quanto ogni eletto guadagnava da civile (con un tetto minimo e massimo chiaramente), un’informazione più sana perché di fronte alla trasparenza totale non sarebbe più in grado di bleffare o di favorire i propri padroni, sarebbe la naturale conseguenza. Non servirebbero Leggi ad hoc.

Sto provando a  capovolgere un mondo ormai “perso”? Credo di no o sì, perchè no. Anzi mi auguro che questi miei pensieri in libertà servano a far riflettere le persone per bene della politica nostrana che non hanno il coraggio (pur volendolo) di “ribellarsi” a logiche obsolete e truffaldine perchè rassegnate al fatto che la “politica” è questa e che, per restare a galla, bisogna assecondarla.

No, cari miei, non è così e credo che, se non vi “svegliate” in tempo, rischiate di finire male insieme a… tutti i filistei. Se fossi un mio lettore obietterei: fuori i nomi dei buoni e dei cattivi. Li farei ma non posso perché sono loro stessi (i miei buoni) a non volerlo.

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