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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prima i numeri: circa 500 presenze di imprenditori e delegati aziendali, 130 delegati russi, 35 tour operator turistici, e poi rappresentanti governativi e dei ministeri. La XXI Sessione della Task Force italo-russa (si svolge da circa 10 anni, con incontri semestrali alternati tra Russia e Italia) sui distretti e sulle Piccole e Medie Imprese si è ufficialmente aperta a San Benedetto e proseguirà nelle Marche fino al 26 ottobre, presentandosi con numeri da record rispetto ai precedenti appuntamenti.

Oggi, mercoledì 24 ottobre al PalaRiviera (dopo che la sera precedente le delegazioni russe e italiane sono state ospitate negli hotel Smeraldo ed Excelsior), si è svolta la sessione plenaria di apertura della Task Force e, nel pomeriggio, si continuerà con tavoli di lavoro e coordinamento. Incontri che si concretizzeranno poi nella giornata di giovedì 25 ottobre con la visita delle delegazioni russe ai distretti industriali marchigiani e la firma, sempre al PalaRiviera, del protocollo finale della sessione e degli accordi e memorandum finali.

“Questa iniziativa ha un grande rilievo – afferma il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Massimo Vari – Il nostro è un paese che soffre a causa di una globalizzazione che sembra diventata la causa della crisi, e invece dobbiamo fare in modo che questa sfida diventi la via d’uscita. La Russia per l’Italia è un mercato eccellente, che apprezza i nostri prodotti, e questo è uno dei motivi per i quali ci aspettiamo la ripresa economica”.

Alla nostra domanda, circa gli effetti di questa internazionalizzazione negli ultimi vent’anni, avvenuta con una compressione dei consumi interni ancor più esacerbata dall’azione dell’ultimo governo (più tasse e minore appoggio dunque anche e soprattutto al sistema imprenditoriale), Vari ha risposto: “Occorrerebbe un simposio universitario per giungere ad una corretta risposta a questa domanda. Credo che la tendenza sia l’apertura di tutte le economie, e, avendo bisogno delle materie prime che la Russia esposta in Italia, non possiamo che creare sempre maggiori occasioni di interscambio”.

Il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca ha ricordato che “in un decennio, tra il 1999 e il 2008, l’interscambio è cresciuto di sei volte, da 4,5 a 26,5 miliardi di euro”. Dopo la crisi del 2009 la Russia si è ben presto ripresa, con un Prodotto Interno Lordo che è cresciuto al ritmo del 4% annuo e a questo punto qualcosa si è incrinato nei rapporti commerciali tra i due paesi: “L’interscambio, a fine 2011, ha superato il massimo storico del 2008. Ma la posizione dell’Italia si è aggravata. Il saldo, strutturalmente deficitario per il nostro Paese, è peggiorato sensibilmente, mentre le nostre esportazioni, seppure in netta e chiara ripresa, ancora non hanno recuperato. La Russia è per il sistema produttivo marchigiano un mercato di riferimento fondamentale, perché la specializzazione dei nostri distretti industriali è perfettamente in linea con la domanda russa: sono centinaia le imprese marchigiane che portano in Russia, da quasi vent’anni, gli elementi costitutivi delle loro eccellenze”.

Pietro Celi, direttore generale per le Politiche di Internazionalizzazione Promozione e Scambi del Ministero dello Sviluppo Economico, ha spiegato che “i lavori si svolgeranno con vari tavoli tematici che dovranno analizzare circa 200 progetti presentati, dopo di che si selezioneranno quelli ritenuti migliori e il Ministero, pur non intervenendo finanziariamente, potrà agevolare la loro riuscita con supporto tecnico”.

Natela Scenghelija, presidente della Rappresentanza commerciale della Federazione Russa in Italia, ha aggiunto: “Anche a livello turistico vi è molto interesse per l’Italia e per la Regione Marche, considerando che da alcune ricerche emerga come i russi preferiscono fare vacanze in Italia di due settimane, di cui una al mare e una dedicata all’arte delle città, che anche in questa regione è di notevole pregio”.

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