MARTINSICURO – Un milione e duecentomila euro da pagare al Comune di Martinsicuro entro sessanta giorni. E’ una vera e propria mazzata la lettera ricevuta da una settantina di famiglie che abitano le otto palazzine della zona peep di Villa Rosa e che ha scatenato nella giornata di venerdì una tempesta di telefonate in Municipio alla ricerca di spiegazioni.
La vicenda, che si trascina da ben trent’anni, risale al 1982, quando il Comune espropriò alla famiglia Franchi i terreni nella zona 167 di Villa Rosa per la costruzione di immobili secondo i piani di edilizia economica popolare. Un’operazione che fu oggetto di un contenzioso avviato nel 1987 dai Franchi contro il Comune per il prezzo di vendita delle aree ritenuto non equo e modulato da una legge dell’epoca poi decaduta. Nel 2007 il Tribunale di Teramo condannò il Comune di Martinsicuro a pagare un milione e mezzo di euro, somma poi ridotta a 1,2 milioni dal Tribunale d’Appello dell’Aquila, di cui 800mila con immediata esecutività.

Il Comune, dopo aver saldato il debito, ha esercitato il diritto di rivalsa sui soci delle due cooperative “Prima Domus” e “Vie Nuove”che all’epoca furono assegnatarie delle aree su cui furono costruite le palazzine: circa 70 proprietari di appartamenti, tra cui ora dovrà essere ripartito il milione e 200mila euro.  Un atto dovuto da parte del Comune, con la procedura già avviata dall’amministrazione Di Salvatore. Ma le lettere, predisposte a febbraio 2012, non erano ancora state inviate ai residenti delle palazzine.

La situazione in essere era però già stata affrontata durante uno degli incontri che Città Attiva aveva fatto nella zona 167 lo scorso aprile, durante la campagna elettorale, e di recente il 27 settembre quando si è tenuta un’assemblea pubblica in cui l’amministrazione Camaioni e l’avvocato del Comune hanno illustrato i termini della controversia legale.

Resta alta la preoccupazione delle famiglie alla prospettiva di dover pagare migliaia di euro nell’immediato, tanto che venerdì sera presso la sala parrocchiale del Buon Pastore di Villa Rosa si è tenuta una riunione per decidere come affrontare la situazione.

Intanto il sindaco Paolo Camaioni getta acqua sul fuoco: “Le lettere inviate non hanno una valenza ultimativa allo scadere dei 60 giorni indicati – ha affermato – ma saranno seguite da una successiva nota in cui si avrà cura di specificare le somme dovute, restando inteso che il Comune è disponibile a valutare ipotesi di componimento bonario della controversia”. Tra le possibili strade da percorrere, quella di un pagamento dilazionato nel tempo per venire incontro alle necessità economiche delle famiglie”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.659 volte, 1 oggi)