SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non ci sembra che alla data di scadenza della proroga tutti i locali abbiano proceduto alla messa a norma dovuta”. Arriva forte e chiaro il monito della sezione sambenedettese di Rifondazione Comunista, che interviene in merito al regolamento comunale sull’occupazione del suolo pubblico. “Il nostro invito si rivolge quindi soprattutto agli organismi di controllo, Polizia Municipale in primis, affinché le norme vengano rispettate senza favoritismi e tentennamenti. In passato la legge, per alcuni, è stata più uguale che per altri; riteniamo che quei tempi siano finiti. Augurandoci che non si renda necessario un ulteriore intervento, precisiamo che in mancanza di una applicazione puntuale e rigorosa del regolamento, i cui termini sono già scaduti, non esiteremo a segnalare l’eventuale inerzia degli organismi di controllo alle autorità competenti”.

Rifondazione ricorda quindi che le scadenze iniziali furono posticipate di due anni “appositamente per minimizzare il disagio degli esercenti, sebbene le specifiche per l’accessibilità fossero contenute in un provvedimento vecchio quasi venticinque anni, a cui tutti gli operatori che hanno aperto successivamente si sono dovuti attenere”.

Non si tratterebbe allora di una legge vessatoria, ma di una “semplice condizione di civiltà, all’interno di punti che sono tra i più permissivi d’Italia”.

Il nuovo regolamento fu approvato rapidamente all’indomani dell’intervento della Procura della Repubblica nel gennaio 2010. Quest’ultima dispose il sequestro di molte occupazioni di locali del centro. Fu pertanto varata una delibera che imponeva alle strutture di garantire la piena accessibilità ai portatori di handicap e spazi adeguati per la raccolta differenziata, in cambio dell’esposizione esterna di gazebo, sedie e tavolini.

Secondo l’amministrazione comunale, che ha incontrato le associazioni di categorie ad inizio settimana, i casi “aperti” attualmente sarebbero quasi irrilevanti. “In ogni caso – spiegò l’assessore al Commercio, Fabio Urbinati –  terrermo conto dei casi particolari, valutandoli uno ad uno. Gli esercizi potranno sfruttare i mesi invernali per mettersi rapidamente in regola”.

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