SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Avviare un’attività di prostituzione a due passi dal Commissariato di Polizia e non saperlo e precisamente al numero civico 80 di Via Crispi. E’ quanto accaduto ad una donna di origini cinesi residente a Milano che si era trasferita da poco a San Benedetto per svolgervi l’attività illecita sostenuta e avviata dal marito G.S. 57enne di origine siciliana.

Ora l’uomo dovrà rispondere di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in quanto è stato accertato che è stato lui ad indurre la moglie a prostituirsi. Da precisare che il proprietario dell’appartamento è completamente estraneo alla vicenda.

E’ dall’inizio di settembre che  gli agenti del vicino Commissariato diretti da Filippo Stragapede tenevano sotto controllo l’appartamento. All’inizio si pensava ad un ritrovo per spacciatori ma poi dalle indagine specifiche è emerso che si tratta di ben altra attività, seppure illecita.

A questo punto due agenti fingendosi clienti fissano un appuntamento e si recano dalla “massaggiatrice” la quale chiede loro 50 euro per consumare il rito.Ed è  questo punto che vengono fuori distintivi e placche di identificazione.

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