SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera rivolta al Vescovo e alla nostra redazione e scritta da un gruppo di donne (mogli e madri) e di uomini (mariti e padri) che lavorano nei negozi e centri commerciali del comprensorio abruzzere-marchigiano

“Il nostro non è certo un lavoro massacrante dal punto di vista fisico ma risulta particolarmente stressante dal punto di vista psicologico in quanto impone di essere gentile, educato, accogliente a prescindere dalle proprie condizioni di umore o di salute (…) ma non è questo il punto poiché ogni mestiere ha i suoi lati negativi. Il vero problema però riguarda le aperture domenicali e si parla, addirittura, del 1° novembre, festa di tutti i Santi.

Ritiene giusto che in questo giorno negozi e/o centri commerciali rimangano aperti? Possibile che solo il dio denaro conta? (…) Possibile che per la nostra categoria non ci sia un po’ di umanità? Ed è normale insegnare ai figli a trascorrere il tempo libero chiusi in un centro commerciale invece di stare all’aria aperta? (…). In questi tempi di crisi, ma non solo economica, quello che più ci rattrista è la crisi dei sentimenti dove per poter arrivare a fine mese ti obbligano a lavorare anche la domenica. E’ davvero necessario? Di certo non per noi che dobbiamo lasciare a casa i figli, i mariti, le mogli e non esiste nemmeno più il recarsi a messa tutti insieme (…)

Sappiamo benissimo che in questi tempi un lavoro indeterminato è da considerarsi oro, ma stiamo diventando degli schiavi. Non siamo nessuno ma possiamo garantire che una dilatazione dei giorni di apertura non porta ad un volume di affari maggiore e neanche ad un aumento di posti di lavoro. Come tutte le persone di questo mondo vorremmo anche noi godere della domenica come giorno di riposo e vorremmo anche che questo giorno sia un punto di riferimento per noi e per le nostre famiglie (…). Anche Dio si riposò il settimo giorno ed era domenica, non di certo un giorno infrasettimanale.

Confidiamo nella Vostra solidarietà nel comprendere questa nostra situazione che è diventata veramente insostenibile auspicandoci di smuovere le coscienze di chi decide per noi”

 

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