SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Apertura e chiusura nel giro di pochissimi giorni. Sono infatti stati posti i lucchetti all’ingresso del Museo Antiquarium Truentinum, inaugurato lo scorso 29 settembre a San Benedetto.

Una decisione arrivata in seguito alle pressanti richieste giunte dalla Sovrintendenza Archeologica delle Marche, che riteneva poco protetti i reperti depositati all’interno della struttura, non essendo le vetrine che li ospitavano provviste di serratura. Gli interventi di messa in sicurezza riguarderanno probabilmente pure le finestre dell’edificio.

L’Antiquarium va a completare le cinque sezioni culturali promosse dall’amministrazione comunale, che includono la Pinacoteca del Mare di Palazzo Piacentini ed il Mercato Ittico, che a sua volta ospita al suo interno il Museo Ittico, quello delle Anfore ed il Museo della Civiltà Marinara.

L’investimento complessivo ha toccato i 220 mila euro, con un finanziamento giunto all’80% da fondi comunitari derivanti dal progetto Pr-Fesr Cro Marche 2007-2013. Ulteriori 40 mila euro sono stati inoltre spesi per la messa in sicurezza del Museo Ittico. Ad essere interessati, il tetto – rifatto quasi integralmente – e l’impianto di areazione.

“La riapertura dovrebbe avvenire il 25 ottobre”, garantisce l’assessore alla Cultura, Margherita Sorge. “La Sovrintendenza ha voluto che mettessimo le opere in sicurezza e ci siamo attivati”.

Il Museo si pone l’obiettivo di raccogliere e rendere visibile alla collettività la memoria storica del territorio, attraverso la presentazione di numerosi di numerosi tesori archeologici recuperati negli scorsi decenni dall’Archeoclub locale o affidati al Comune da alcune famiglie o da singoli cittadini amanti della tradizione locale.

La versione dell’assessore Sorge non convince però il Popolo della Libertà, parso assai critico dinanzi all’atteggiamento mostrato. “Il suo pressappochismo ci stupisce”, tuonano Annalisa Ruggieri e Pasqualino Piunti. “Conosceva la situazione, eppure l’amministrazione ha deciso ugualmente di inaugurarla. Per poi chiudere i battenti subito dopo. Lo consideriamo un inganno alla città, l’ennesimo. Un’azione utile solo ai fotografi”.

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