ROMA – Evidenza pubblica sia, per il ministro Gnudi, seppur con “paletti” e “premialità”. Dalla piazza di fronte il ministero degli Affari Regionali, dove erano presenti almeno 300 imprenditori balneari (ancora troppo pochi se si pensa che ne sono 30mila in Italia ndr), trapelavano le notizie dell’incontro, che il rappresentante del Governo ha deciso di compiere a passi: prima i rappresentanti politici, poi delle Regioni, poi quelli sindacali.

Qualche tafferuglio è scoppiato all’uscita di politici, per il resto un grido quasi unanime “no alle aste e il sì alla deroga”. Naturalmente l’Itb,  per mano del presidente Giuseppe Ricci, invitato a partecipare all’incontro, ha consegnato ai funzionari ministeriali la propria bozza di decreto.

Grande delusione anche per il documento annunciato, atteso anche dal Ministero, che è stato rimandato di un mese. Grande assente e il ministro Enzo Moavero Milanesi.

“Abbiamo detto no alle proposte del ministero- dichiara il presidente dell’Itb-che ha confermato quello che temevamo: siamo stati venduti. Sarà nostro dovere opporci, in tutti i modi, avviando delle proposte di denuncia legali e insistendo in una mobilitazione che a questo punto deve essere totale. Dobbiamo essere uniti nel puntare sul diritto di superficie”.

Parole di Ricci confermate dall’incontro che è avvenuto poi a Torvaianica, nel pomeriggio, tra vari rappresentanti delle associazioni nazionali e Marcello Di Finizio, l’imprenditore triestino che per essersi arrampicato sulla Cupola di San Pietro è stato espulso da Roma per tre anni.

Gli animi caldi, forse come non mai prima, perché quello che fino ad oggi veniva valutato come ‘futuro’, è arrivato, è presente.

 

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