SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non si è parlato di alcun elemento che possa condurre minimamente alla trascendenza durante la conversazione con uno degli artisti più caratteristici della Riviera. Ma nel protrarsi dello scambio di vedute con la giovane Ascani, era essenzialmente impossibile che non balzasse in testa il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche.

In assoluto uno dei personaggi più intriganti del XIX secolo, decantò più volte la danza nei suoi scritti, inquadrandola nel suo primo testo filosofico come “La manifestazione più compiuta della forza vitale degli uomini e della loro libertà”.

Alcuni dei suoi teoremi sull’universo richiamavano a nomenclature più o meno riconducibili all’espressione corporea del ballo. “L’universo danza sui piedi del caso e non risulta affatto costruito secondo categorie di ragione”. Furono anche tanti gli aforismi che videro al loro interno il termine “danza” come tra i prediletti dallo stesso Nietzsche, trasparendo anche il suo pensiero etico sulla questione metafisica.

“Chi conosce la danza vive in Dio”. Oppure “Io crederei solo ad un Dio che sapesse danzare”.

E il raggiungimento di uno status psico-fisico celestialmente sublime (perdonate il gioco di parole) è forse quanto è accaduto ad Antonella Ascani, ballerina, coreografa e fondatrice della scuola Hopera Ballet di San Benedetto Del Tronto. Una passione che, se non l’ha avvicinata a Dio, sicuramente l’ha resa più attigua alla sua pura essenza di essere umano. O magari alla sua autentica dimensione spiritualista, se vogliamo rimanere in tema religioso.

Non ci è dato saperlo. Ciò che invece possiamo constatare è la passione e veemenza con la quale, dopo una carriera dove ogni massimo risultato è stato raggiunto, Antonella ancora si sommerge e ci fa sommergere quando si tratta di danza.

“Nasco come ballerina classica, poi gli studi a Roma con Renato Greco. Mi sono diplomata col massimo dei voti passando dal 3° al 7° anno di studio a soli 19 anni. Nella mia lunga carriera provini, tante collaborazioni in Italia e all’estero, al fianco di maestri di fama mondiale, tutte persone meravigliose ma umili”.

Ma non basta. Quando l’indole ti fa capire che ciò a cui ti adoperi è parte integrante della tua essenza, quello che gravita ai margini diventa tanto importate quanto il focus della propria arte. Per Antonella anche tanto teatro e docenze, per poi innamorarsi della coreografia, da sempre concomitante con il ballo.

“Tanti anni di palcoscenico e sacrifici, anche dal punto di vista alimentare. La danza mi ha plasmato nel corpo e nell’anima”.

Fonda assieme alla sorella e live designer L’Arya TheatART Ballet, compagnia di ballo con alle spalle esibizioni in Italia e all’estero. Un gruppo di professionisti il cui scopo è far rinvigorire tutti quei teatri minori delle Marche con le loro ricercate performance. Poi è il turno della scuola di ballo Hopera Ballet, di cui è reggente. Un contesto formativo che rappresenta un’unicità, ponderato sull’educazione del ballo a livello professionale il cui percorso evochi una trasformazione da simpatizzante della danza in ballerino professionista.

“Hopera Ballet è un ricettacolo d’euforia e dedizione al ballo. Una scuola nata con l’intento di fare formazione creando professionisti da inserire nel mondo dello spettacolo. Da qui escono ballerini, non allievi per altre scuole”.

Per Antonella il percorso continua, e mentre ad ottobre ripartono i propulsori della sua macchina scolastica, lei continua a farsi plasmare da ciò che ama.

“Ho studiato regia, commedia dell’arte, mimo, per contornare il mio bagaglio artistico e comunicare con la coreografia, che adesso rappresenta il mio principale motivo di espressione artistica. Creare balletti è per me un bisogno fisiologico”.

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