SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Svelato il mistero della statua apparsa sullo scoglio di Punta Gabbianara all’Isola del Giglio: l’opera è stata realizzata dal sambenedettese Teodosio Campanelli per ricordare le vittime della tragedia della Costa Concordia.

L’artista ha deciso di rivelare la sua identità e ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a compiere un gesto così di rilievo: la volontà era quella di portare un messaggio di speranza ai familiari delle vittime, essendo Campanelli stesso scampato al disastro a causa di motivi di salute della figlia che gli hanno impedito di partecipare al viaggio, con la realizzazione di questa statua in ferro, alta 6 metri e con un peso di circa una tonnellata, rappresentante un albero che parte da una spirale, simbolo di vita, per poi dividersi in 32 rami, tanti quanti i caduti della tragedia.

L’opera, che è apparsa il 3 ottobre proprio di fronte al relitto della nave dopo essere stata montata spacciando i propri aiutanti per operai con tanto di elmetti e giubbini di sicurezza e costituita da un totale di 7 pezzi, è stata però tirata giù per motivi di sicurezza dal sindaco Sergio Ortelli e ora l’autore dovrà subire una denuncia da parte del proprietario del suolo occupato, appartenente alla famiglia di Matilde di Canossa.

Dopo aver dichiarato di non voler rivelare i nomi degli amici che hanno voluto finanziare l’opera, assicurando comunque un contenimento dei costi, l’artista ha precisato che la scelta di agire senza le autorizzazioni necessarie è nata soprattutto dal gesto impulsivo di fare un dono ai familiari senza dover incorrere nel no delle amministrazioni comunali come è accaduto in passato all’autore dell’opera con il progetto di una statua commemorativa della tragedia del Rodi, che non ha mai visto la luce proprio per incomprensioni di questo tipo. Uno dei sogni di Campanelli infatti è quello di rendere San Benedetto una città d’arte con un museo sul mare, creando un concorso annuale per realizzare una scultura da posizionare sulla prima scogliera di fronte all’Albula.

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