SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Partita davvero dagli innumerevoli volti. Primo tempo con la Samb che corre ma spesso a vuoto, subisce un gol, ne rischia un altro paio, punge con un tiraccio dalla distanza e poi è tichi-taca balbettante, dove il solo Shiba pare poter innescare qualche pericolo ma l’attesa, invece risulta vana. Colpa di un centrocampo che non riesce a trovare la quadratura giusta, così anche Guglielmi e Santoni non si esaltano nonostante l’impegno, e la difesa rischia imbarazzanti contraccolpi, specie quando Marini è chiamato ad “uscire” per coprire i buchi centrali e Aquino si trova solo, spesso, a dover frenare l’arrembante Di Iorio.

Lo svantaggio della prima frazione è alla fine meritato, nonostante i rossoblu (in orribile maglia da ausiliario stradale: basta, per favore) non difettino di impegno.

Così il cambio di Traini per Pazzi diviene obbligato: troppo in ritardo di condizione il centrocampista grottammarese. Non si sa se per merito del cambio o della strigliata negli spogliatoi, ma il pareggio arriva subito, e il raddoppio con ancora maggior velocità. È la Samb a trazione anteriore, sognata da Palladini ad inizio torneo e subito riposta nel cassetto, ma rischiosamente l’unica possibile se Traini non riuscirà a rimettersi in carreggiata, considerando l’assenza di alternative.

Purtroppo però i sogni non sono la realtà. Così dopo 15 minuti spumeggianti, in cui avrebbe anche meritato il terzo gol, la Samb cala vistosamente: e l’Astrea avanza, diventando sempre più pericolosa. La gara sembra (pericolosamente) sotto controllo fin quando, attorno alla mezz’ora, Palladini è costretto a sostituire Scartozzi e, non avendo in panchina un centrocampista centrale (il solo Puglia è adatto al gioco di fascia, e bisognava pensarci rimodulando le posizioni in campo), deve schierare Ianni.

Poco dopo Guglielmi, già ammonito, nervosissimo e ingenuo, rimedia il secondo giallo (esce tra gli applausi della tribuna: incomprensibile), e considerando che pure Santoni si è dovuto arrendere, il pareggio dell’Astrea arriva senza stupire nessuno. Ci sarebbe da tremare fino all’ultimo perché gli ospiti sono assai più dinamici, galvanizzati di certo ma atleticamente più vivi.

E qui ci pensa il Re dei Bomber, Cristian Pazzi, oggi con il numero 16 sulle spalle, a siglare la rete, su una splendida punizione dalla distanza, a cui segue un’esultanza rabbiosa, un po’ alla Toni nei gesti, ma liberatoria. Lo dirà poi in sala stampa: “Qui a San Benedetto si respira un’aria esasperata, sembra che due domeniche sotto tono possano cancellare tre anni in un colpo solo”.

Eppure il vicepresidente rossoblu non molla: “A Macerata dobbiamo andare per vincere, non siamo primi e dobbiamo rincorrere. Siamo nei Dilettanti da quattro anni, troppi”. Che la Samb sia una squadra forte e salda o che invece rischi di restare adolescenziale (le troppe espulsioni lo fanno temere, fino ad ora) forse domenica prossima se ne saprà di più.

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