SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È iniziato in questi giorni l’inserimento dei primi ospiti della comunità alloggio per persone con disturbi mentali “Il sollievo” . Ne parlammo già l’anno scorso in questo articolo: si tratta di un appartamento ubicato in via Mameli a San Benedetto del Tronto composto da tre camere con due letti ciascuna, due servizi igienici, una comoda cucina e un soggiorno. Vi potranno risiedere sei persone per ricreare uno stile di vita familiare, risocializzare ed evitare quindi l’emarginazione sociale, anche attraverso eventuali attività artigianali o lavorative.

La struttura, finanziata dai comuni e dalla Asur, è gestita dall’Ambito sociale 21 in collaborazione con l’Asur – Area vasta 5 e si aggiunge agli altri servizi a favore della salute mentale presenti sul territorio. Vi operano, assieme a operatori professionali Asur, i volontari dell’associazione “Psiche 2000”.

Per l’assessore Margherita Sorge si tratta di un risultato particolarmente importante, raggiunto grazie alla collaborazione dei comuni dell’Ambito sociale 21 e dell’Asur Area vasta 5. “Questa iniziativa – spiega l’assessore – va a completare l’offerta di cura psichiatrica nella nostra città che già offre, attraverso il competente dipartimento dell’Area vasta 5, una risposta per ogni fase della malattia psichiatrica in diverse strutture: il servizio psichiatrico di diagnosi e cura presso l’ospedale per la fase acuta, il centro di salute mentale per la fase di accertamento della malattia, il centro diurno che ospita venti utenti giornalmente per la fase riabilitativa. Senza dimenticare i servizi più propriamente di natura sociale erogati dall’Amministrazione comunale d’intesa con l’Asur come le borse lavoro, i servizi di sollievo e l’assistenza domiciliare”.

“Ora abbiamo anche questo appartamento destinato a pazienti con alto grado di autonomia, assistiti di notte da operatori socio-sanitari e di giorno da educatori ed infermieri del dipartimento di Salute mentale dell’ospedale i quali verificheranno le attività e soprattutto lo stato di salute e conseguentemente la necessità di terapie. Tutto questo dimostra – è la conclusione dell’assessore Sorge – come i servizi pubblici di questo territorio abbiano compiuto, nonostante la fortissima contrazione delle risorse disponibili, la precisa scelta di mantenere invariati e addirittura potenziare i livelli di assistenza per i soggetti deboli”.

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