COLONNELLA – Dopo il Comune è la volta dei comitati cittadini. La Sagitta Immobiliare torna all’attacco e sulla realizzazione della centrale a biomasse di  Vallecupa annuncia azioni legali non solo contro il Comune di Colonnella, ma anche contro dichiarazioni ritenute mistificatorie e lesive del progetto.

Per la società la mancata realizzazione dell’impianto comporterebbe un danno di circa 48milioni di euro. La perizia estimativa è stata allegata al ricorso presentato al Tar Abruzzo contro il Comune di Colonnella.

“Si tratta di un investimento concreto e sostanziale in ogni suo aspetto – spiega Pierpaolo Papilj, membro del CdA della Sagitta Immobiliare Srl – le cui componenti organizzative ed economiche sono il risultato di un lavoro approfondito che ha visto coinvolte per più di un anno diverse tra le migliori professionalità a livello locale e nazionale e che, dunque, oggi, risultano facilmente riscontrabili e determinabili in modo certo”.

“Oltre al ricorso – continua Pierpaolo Papilj – ci stiamo muovendo con i nostri legali contro coloro che hanno e che continuano a buttare fango in opposizione ad un progetto legittimamente autorizzato. È stata avviata una campagna di comunicazione basata sulla più totale mistificazione della realtà; nessuna delle dichiarazioni rese pubbliche fino ad oggi risulta essere il risultato di un’analisi approfondita e tecnica dell’iniziativa promossa dalla Sagitta Immobiliare”.

Nella battaglia sulla centrale a biomasse viene chiamato in causa anche Facebook, dove i comitati cittadini portano avanti la campagna di informazione e sensibilizzazione sulle centrali a biomasse, e dove non mancano talvolta anche frasi forti.

Per Papilj nella pagina Facebook di uno dei comitati cittadini si sarebbero usati in alcuni casi “toni evidentemente denigratori, privi di fondamento e di alcuna evidenza tecnica o scientifica, con cui è stato etichettato un progetto serio, sul quale hanno lavorato ed investito professionisti ed imprenditori seri. È una situazione inaccettabile – afferma Pierpaolo Papilj – così come non possiamo più tollerare che si continui a parlare di inceneritori e di rischi per la popolazione e per l’ambiente”.

“Oltre ad aver ampiamente dimostrato che non abbiamo alcuna volontà e possibilità, né tecnica né autorizzativa, di gassificare rifiuti – conclude Pierpaolo Papilj – dai progetti autorizzati risulta evidente che gli impianti, localizzati in un’area industriale destinata per sua vocazione ad ospitare questa tipologia di insediamenti, presentano delle emissioni notevolmente inferiori ai limiti di legge e, dunque, tali da garantire il pieno rispetto dei cittadini, dell’ambiente e delle attività economiche, siano esse turistiche o agricole, già presenti sul territorio”.

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