Samb. Ho l’impressione che si stiano facendo, come dicono alcuni lettori, gli stessi errori di due anni fa. Quando Sergio Spina, dopo aver portato la Samb in serie D, aveva un solo obiettivo, quello di vincere il campionato e basta. L’ex presidente ce la mise tutta ma commise diversi errori perchè determinato per la sua grande generosità a mantenere la promessa di riportare i rossoblu tra i professionisti. Ad ogni risultato molto negativo, ma anche poco negativo, corrispondeva l’intenzione, che metteva in atto, di fare altri acquisti. Come se ogni cambiamento servisse per vincere con certezza tutte le gare seguenti.

Una fretta che non portò frutti, secondo me, perché i calciatori sono esseri umani e non sempre rispettano le aspettative (pr svariati motivi) e perché il calcio è un gioco collettivo dove undici giocatori inferiori ma affiatati battono sempre giocatori un po’ più forti ma egoisti e portati a fare tutto da soli. Porto l’esempio dell’Inter (la squadra che conosco meglio): ha due giocatori fortissimi come Snejder e Guarin che, però, vanno in campo principalmente per far bella figura, loro e non la squadra; il risultato è che il gioco di squadra lo fanno gli altri otto con risultati evidentemente negativi. Senza di loro l’Inter ha fatto meglio sotto l’aspetto del gioco, risultato a parte.

Un anno fa Bartolomei e Pignotti iniziarono il campionato senza la pressione di dover vincere a tutti i costi, quindi con più serenità. La stessa squadra non era pressata dalla condizione di dover vincere sempre, mister Palladini potè lavorare con più tranquillità sulla coesione  del gruppo e i risultati che arrivarono furono superiori alle aspettative. Quest’anno, sotto quest’aspetto, si sta facendo un passo indietro: non passa giorno che non si parla di un nuovo acquisto come se fosse un messia che risolverà tutti i problemi.

D’altro canto sono anch’io d’accordo che la Samb non può restare un altro anno in serie D (per tantissimi motivi) ma la certezza di vincere non si ha acquistando buoni elementi dopo le prime gare ma investendo da luglio su calciatori di serie superiore in quasi tutti i ruoli. Cosa giustamente impossibile per cui sarebbe il caso che dirigenti e tecnici puntassero più ad amalgamare l’organico esistente che a comprare per comprare. Insomma, senza la tasca ci vuole tanta testa, in considerazione che l’organico esistente può tagliare per primo il traguardo finale. Diamo quindi all’allenatore la possibilità di lavorare su quello che ha con la massima serenità e senza pressarlo più del dovuto. E’ secondo me l’unica condizione per farcela. Basta con i nuovi e chi c’è è pregato di andare in campo con la massima concentrazione come non mi sembrato abbiano fatto alcuni dei più bravi in questo inizio di campionato.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 769 volte, 1 oggi)