CUPRA MARITTIMA – Antiche potenzialità. L’amministrazione Comunale di Cupra, la Soprintendenza Archeologica delle Marche, la Società Arcus Spa e l’Archeoclub, sabato 29 settembre 2012, si sono ritrovati a fare il punto della situazione al convegno “Cupra, un luogo, una dea, un abitato, campagna di scavo 2011/2012. Idee per un paesaggio da valorizzare”.

L’apertura è spettata all’assessore alla cultura Luciano Bruni e per l’occasione sono intervenuti oltre al sindaco Domenico D’Annibali, Nicoletta Frapiccini della Soprintendenza per i beni Archeologici delle Marche e direttrice Scientifica dello Scavo, Elena Di Filippo Balestrazzi responsabile scientifica del Progetto Arcus e Mara Miritello responsabile dello scavo.

Domenico D’Annibali è intervenuto sostenendo: “Questa è un’amministrazione fiduciosa che crede nel potenziale archeologico di cui il suolo cuprense e tutto il territorio è ricco. Un assessorato alla cultura con Bruni in testa, impegnato a trovare risorse che potessero dare continuità a ciò che era stato iniziato in passato. Abbiamo cercato di apportare migliorie e creare fruizione del parco archeologico. Cercheremo di organizzare presto una assemblea affinchè i cuprensi vedano il lavoro fatto all’interno del parco”.

Durante l’incontro, inoltre, è stato illustrato quanto e cosa è venuto fuori dallo scavo, le forti potenzialità culturali di cui il luogo è ricco e i risultati degli scavi stessi.

“Un futuro pieno di progetti da realizzare per Cupra e il suo territorio”,questa  la voce, e piena di convinzione, della direttrice  agli scavi, dottoressa Nicoletta Frapiccini, che prosegue: “Un patrimonio eccezionale quello rilevato a Cupra difficile però da gestire in questi tempi grami. Il progetto Arcus è di grande rilievo economico, è per questo che tutto deve essere vissuto con intelligenza considerando il patrimonio a disposizione per la crescita del paese e risorsa lavorativa per giovani in formazione”.

La dottoressa Miritello ha poi illustrato come si sono svolti tecnicamente gli scavi: “Abbiamo quadrettato l’area formando delle zone di lavoro dalle quali sono emersi elementi rilevanti come  dei pozzetti quadrangolari che lasciano ipotizzare un probabile sistema di raccolta delle acque”.

Continua concludendo la dottoressa De Filippo: “Se così fosse,  l’ipotesi è da verificare in maniera sobria e con elementi scientifici e ci troveremmo dinanzi a un importante sito archeologico con presenze di civiltà passate dove tutto si armonizzava con il paesaggio, la popolazione e il culto della Dea Cupra” continua: “Ora è necessario essere rigorosi nella valutazione delle cose, stiamo comunque lavorando all’aggiornamento della mappa archeologica collaborando con l’Archeoclub”.

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