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riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno

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GROTTAMMARE – Moralità prima di tutto. Ma dunque anche selezione di una classe dirigente. Nell’Italia dei Valori, scossa nell’ultima legislatura dal caso Scilipoti (deputato che passò dall’Idv al sostegno a Berlusconi il 14 dicembre 2010), anche le realtà locali sono spesso di difficile gestione (usiamo un eufemismo).

Nelle Marche, dal “caso” Soldini, l’ex presidente che condusse la Samb calcio al fallimento e inserito nelle liste per la Camera, al coordinatore regionale David Favia, che ha nel suo curriculum politico la Dc, quindi Forza Italia (!), l’Udeur e quindi il partito del buon Tonino nazionale; poi Serenella Moroder, passata in fretta e furia dal Partito Democratico all’Idv prima delle ultime elezioni regionali per garantirsi la candidatura (e divenuta assessore regionale), stessa cosa accaduta con Sandro Donati (Ppi-Margherita-Pd-Idv), che ha compiuto il grande balzo poco prima delle ultime elezioni, garantendosi così l’elezione a furor di popolo e un posto da assessore.

Ma anche a sud del Tronto la situazione è poco limpida: l’onorevole Augusto Di Stanislao (Ds-Udeur-Idv) nelle scorse settimane si è scagliato contro le centrali a biomasse della Val Vibrata salvo scoprire che in precedenza la suocera dello stesso possedeva il 30% di una società che operava nello stesso settore, con sede a San Marino, di cui la donna era amministratore unico e l’unico socio è schermato da una fiduciaria.

Nel video la risposta di Di Pietro.

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