TERAMO – L’assessore provinciale all’Ambiente Francesco Marconi risponde alle domande poste da Federalberghi sulle centrali a biomasse in progetto in Val Vibrata e pone lui stesso un quesito sulle future fonti di produzione energetica, in vista dell’esaurimento delle risorse fossili.

“Secondo stime ritenute attendibili – afferma Marconi – le risorse petrolifere cominceranno a scarseggiare dal 2050: al nucleare abbiamo detto no, sappiamo quanto inquinano i fossili e vogliamo fare di tutto per ridurne l’utilizzo e, quindi, mi domando e domando a Giovannelli (presidente di Federalberghi – Confocommercio, ndr) e a tutti coloro che si oppongono agli impianti a biomasse: come la produciamo l’energia che ci serve? Come la produciamo l’energia che serve a far funzionare le imprese, comprese quelle turistiche?

Abbassare dall’84% al 62% la quota di consumi energetici legati alla dipendenza dall’estero attraverso l’efficienza energetica, l’aumento della produzione dienergiada fonti rinnovabili, la minore importazione di elettricità sono anche  gli obiettivi della nuova Strategia energetica nazionale (SEN), illustrati nel corso di un’audizione alla Camera dei Deputati, nei giorni scorsi, dal sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti: obiettivi che si richiamano ai Piani Europei sull’energiae che noi abbiamo recepito dal 2009 con il Patto dei Sindaci.

Le domande poste dal presidente di Federalberghi, comunque – prosegue Marconi –  mi offrono l’opportunità per spiegare chiaramente la posizione della Provincia: una posizione che arriva da lontano perché da ben prima di me i documenti di programmazione prevedono di incentivare tutte le fonti rinnovabili e le tecnologie ad esse correlate come gli impianti a biomasse alimentati a cippato di legna; impianti assolutamente preferibili in quanto fra i meno impattanti e inquinanti rispetto alle tecnologie conosciute.

Le energie rinnovabili, secondo il SEN, dovranno diventare entro il 2020 la prima fonte di approvvigionamento nel settore elettrico superando il gas, coprendo il 38% dei consumi rispetto al 23% del 2010.  L’incidenza dell’energiarinnovabile dovrà salire al 20% sui consumi finali e al 23% sui consumi primari; il governo, inoltre, si prefigge di ridurre del 19% le emissioni di gas serra. Fra le azioni, vi è  anche quella di aumentare e semplificare l’estrazione degli idrocarburi.

Altra domanda che pongo a Giovannelli: fra le trivellazioni e le biomasse cosa è preferibile, visto che nel documento del Governo, l’Abruzzo è fra le cinque Regioni che “offrono un elevato potenziale di sviluppo di estrazione di idrocarburi?”

Ora, – aggiunge – venendo alle domande che invece formula  Giovannelli, c’è da specificare che tutte le risposte sono contenute negli atti acquisiti dagli enti, e quindi anche dalla Provincia, per i vari procedimenti autorizzatori.  Non abbiamo ancora elementi per il progetto di due impianti a biomasse ad olio vegetale da realizzarsi a Controguerra in quanto l’istruttoria è stata appena avviata mentre possiamo fornire i dati per quello di Colonnella, dove l’istruttoria si è conclusa con una autorizzazione da parte della Regione.

1) E’ possibile realizzare una centrale a biomassa su un terreno che da sempre ha destinazione d’uso agricola?

Nel caso della centrale a biomassa di Colonnella parliamo di una zona a destinazione d’uso industriale ove è possibile realizzare la tipologia di impianto a biomasse progettata dalla Saggitta Immobiliare (biomasse cippato in legno da 5,940 megawatt per 6 impianti).

2) Quali e quante materie prime sono previste per l’alimentazione ed il funzionamento delle centrali in questione?

Relativamente alla centrale di Colonnella i dati sono esplicitati nel contratto per la fornitura di cippato di legna chela Societàha sottoscritto con il Consorzio Forestale dell’Appennino centrale.

Si prevede un consumo complessivo di 36.000 tonnellate di cippato in legna.

3) Quale filiera verrà utilizzata?

Sarà utilizzata la filiera corta, entro un raggio di 70 km. dall’insediamento.

4) Quali saranno le fonti di approvvigionamento ?

Al punto e) del contratto  per la fornitura di cippato in legna, il Consorzio Forestale dell’Appennino Centrale dichiara i mezzi, le capacità e le competenze per poter produrre e fornire la quantità di Cippato sopra dichiarato.

5) Come verrà coordinato il traffico veicolare per trasporto delle tonnellate di materie prime necessarie in zone che d’estate sono affollate di turisti?

La prossimità dell’area di progetto sia al casello di Porto D’Ascoli dell’Autostrada Adriatica A14 sia all’uscita di Monsampolo del raccordo autostradale Ascoli Piceno/Porto D’Ascoli, consentirà di evitare ogni problema derivante dalla circolazione degli autoarticolati, bypassando completamente il passaggio in aree residenziali (pag.32 della relazione tecnica illustrativa.)

6) Quali mezzi saranno impiegati per il rifornimento delle materie prime?

Saranno utilizzati autoarticolati della capacità di 30 mc.  Per un totale di 28 autoarticolati alla settimana (circa 4 autoarticolati al giorno in media).

7) Quale sarà la previsione di incremento relativa all’emissione in atmosfera di CHO2 e di PM10?

La Società per essere autorizzata deve dichiarare limiti al di sotto di quelli previsti dalla normativa vigente, ovvero 30 mg/NMc per polveri sottili e 30 mg/Nmc per COT in cui è ricompresa  la formaldeide. E’ evidente che l’autorizzazione regionale ricomprende limiti previsti dalla normativa vigente.

Queste le risposte tecniche – conclude Marconi – ma il nodo resta “politico” nel senso di polis: c’è stato un difetto di comunicazione e di partecipazione dei cittadini e ha avuto buon gioco chi, facendo leva sulle paure suscitate dalla mancanza di conoscenza, sta strumentalizzando questa vicenda per fare la guerra o screditare avversari politici. Quindi, c’è una totale apertura da parte di questo Assessorato a promuovere momenti di condivisione, confronto e partecipazione su queste e altre tecnologie anche per evitare situazioni schizofreniche: da una parte si invocano scelte ecosostenibili, territori vivibili e non inquinati, riduzione dei costi energetici e poi si soffia sul fuoco della polemica ogni volta che queste scelte comportano delle decisioni”.

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