Antonio Di Pietro.  E’ senza dubbio un personaggio che passerà alla storia italiana, anzi c’è già. Come, lo lascio giudicare ai posteri mentre è certo che grazie (c’è chi dice ancora di no ma io non sono d’accordo) a lui e ai suoi colleghi della Procura di Milano una certa storia si è fermata e ne è iniziata un’altra.

Ritengo, credo a ragione, che se fosse uscito subito dalla Magistratura per darsi alla politica, sarebbe diventato presidente del Consiglio con una “maggioranza bulgara”. Tentennò e, da quel momento, quelli che non facevano parte della “maggioranza bulgara” iniziarono a trovare sistemi per… diminuirla. Cominciò così una campagna mediatica per sminuirne il valore (da qui forse nacque l’Italia Del Valori) addirittura paragonandolo ad un nuovo Mussolini.

L’operazione riuscì grazie alla totalità o quasi dell’informazi0ne che sposò il “progetto” anti Di Pietro dei vari Partiti tradizionali e di quelli nascenti. A dimostrazione che gli organi di informazione, quasi tutti pilotati, se vogliono, influiscono e come sulle decisioni degli elettori. Cosa che  sta avvenendo in questi giorni, però, con grande cautela e confusione nonostante scandali incredibili ma prevedibilissimi. Tutti sapevano di quello che stava avvenendo e magari ne traevano anch’essi… vantaggi economici. Un proverbio marchigiano in questo caso calza a pennello: “i quattrini fanno andare l’acqua in su“.

Anch’io mi innamorai del Di Pietro pensiero e ricordo che con grande piacere mi feci una foto con lui quando venne la prima volta in Comune tra una marea di popolo che lo acclamava. Anzi pensai per la prima volta di entrare in politica. Contattai la segreteria dell’ex magistrato e subito venne un signore di Ascoli (oggi molto conosciuto) per consegnarmi una grande quantità di manifesti e locandine da diffondere. Ci rimasi male perché mi aspettavo, non dico di essere contattato da Di Pietro in persona ma da un suo emissario che mi chiedesse chi sono, il perché della mia scelta e così via. Niente di tutto ciò per cui mi ritirai in buon ordine ma con la consapevolezza che qualcosa, Antonio Di Pietro, stava sbagliando.

Mi è capitato poi di vederlo da giornalista in un albergo abruzzese durante le ultime elezioni regionali e notai un uomo diverso da come lo avevo immaginato, come impaurito di intrattenersi con persone che non conosceva  e che non facevano parte del suo entourage. Prima ancora c’era stata la vicenda Soldini (quello che acquistò la Samb e ne divenne presidente, in quel periodo era il candidato marchigiano dell’Idv) che la città ricorda bene perchè dovette intervenire la polizia per allontanare i tifosi inferociti. Ci fu guerriglia davanti al Municipio.

Tutti fatti che mi confermarono dove Di Pietro stava sbagliando. Nell’incapacità di selezionare i suoi uomini nel territorio. Non è sicuramente cosa semplice ma le scelte furono fatte con molta leggerezza. Oggi devo dire che la situazione è un po’ migliorata (la Del Zompo per esempio e altri) ma non vedo un cambiamento nel modo di voler prendere i voti, sembra che al leader dell’Idv non importa come ma bada soltanto al numero.  I voti non vanno “carpiti” (il significato della parola lo capiscono tutti) ma meritati, questo pretenderei da chi è intenzionato a rivoluzionare il mondo. Cosa di cui si ha un grande bisogno.

E’ apparentemente un pensiero troppo idealista e forse anche utopistico ma se Di Pietro si allinea a quelli che devono ridare qualcosa a chi li ha votati e non a tutti, il cambiamento da lui auspicato non credo che ci sarà. Quindi, dove sta la rivoluzione? Vedo responsabili sambenedettesi dell’Idv e penso a questo. Caro Di Pietro la maggioranza che non è più “bulgara” ma da “nicchia” rischia di restare tale fino alla scomparsa. Vedo comunque ancora buoni margini per non precipitare. L’Idv deve sbrigarsi e Grillo (Cinquestelle) non deve commettere i suoi stessi errori.

Come avete notato, non ho minimamente fatto accenni alle “accuse” che alcuni fanno sulla sua persona in particolare e sulla sua vita privata. Non l’ho fatto perché sotto questo aspetto credo ancora molto in lui. Almeno fino a quando certe chiacchiere non diventeranno fatti concreti. Chi vivrà vedrà.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 372 volte, 1 oggi)