SAN BENDETTO DEL TRONTO – Sempre più gli spot televisivi invitano a vincere facile ma a giocare con moderazione. Questa forma di gioco legalizzato sta ormai spopolando in Italia e conta tra i suoi più accaniti appassionati lo Stato che vanta  61 miliardi di introiti nel 2010.

Nonostante la crisi il fenomeno è in forte espansione e miete vittime da dipendenza ovunque. Gratta e vinci,  bingo, il poker online e le slot maschine. Les jeux sont faits! I giochi sono fatti, verrebbe da dire. Al posto del solito croupier di un qualsiasi casinò, però,  a concludere con “Rien ne va plus”, c’è l’ Ama-Aquilone. Da sempre impegnata sul fronte delle dipendenza, la cooperativa ha attivato un ambulatorio per il gioco d’azzardo patologico chiamandolo proprio con la famosa frase. “Chi non gioca vince”, questo è lo slogan del servizio completamente gratuito che si rivolge a giocatori e/o loro famigliari, per sviluppare dei percorsi di trattamento o di counselling.

“Gli interventi saranno di tipo comportamentale- spiega la dottoressa Mariapaola Modestini– si cercherà di modificare le abitudini. Inizieremo con singole sedute che con il tempo, quando ci saranno più persone, diventeranno di gruppo”

L’ambulatorio è dotato di un numero verde 800 092 662 e si ripromette di aiutare i singoli individui ad emanciparsi da questo tipo di dipendenza, offrendo supporto psicologico e consulenza a livello finanziario e legale.

Una ricerca promossa dall’unità di strada nell’ambito territoriale sociale di San Benedetto del Tronto, sui giovani ed il gioco d’azzardo, rivela che su un campione composto da 391 studenti di età compresa tra i 14 e i 23 anni, di diversi istituti superiori, circa il 14% oscilla tra il gioco problematico e quello patologico.

“Ma anche molti cinquantenni, di cui parecchie donne– commenta Francesco Cicchi, presidente della Cooperativa Ama-Aquilone- sono vittime della dipendenza e si giocano pensioni e risparmi di una vita. Questa è una struttura privata che non vuole essere un’alternativa ma coadiuvare il pubblico. Per risolvere il problema grave delle dipendenze bisogne creare una rete per impedire che la persone vivano nella marginalità”.

“Di lotterie, l’unica fede in cui sperare” canta Francesco Guccini (canzone Addio), sottolineando il fenomeno tipico italiano, la predisposizione antropologica sociale a credere alla fortuna su cui speculano sempre di più lo Stato visto la liberalizzazione di un sempre maggiore numero di giochi,  ma anche gli usurai.

L’Ama-Aquilone  si trova in via Pasubio, 78 e mette a disposizione tutti gli strumenti per la lotta a questa nuova dipendenza, assicurando il rispetto più totale della privacy.

Oltre al numero verde ecco altri contatti: telefono 0735-592530; e-mail diurnosbt@ama-aquilone.it

 

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