SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il lavoro della commissione nata all’interno del Ministero di Agricoltura e Pesca, al fine di redigere un Piano Pesca, è giunto alla sua fase conclusiva.

All’unanimità è stato concordato un testo unico che ribadisce la diversità e le peculiarità del mar Mediterraneo. L’onorevole Luciano Agostini ha confermato che mercoledì 26 settembre la Camera si riunirà per vagliare il finanziamento del Piano: “Verrà presentata l’entità finanziaria occorrente e si confronterà con quella messa a disposizione dal Governo. Cercheremo anche di agganciare il riferimento economico alla legge finanziaria annuale”.

Il testo unico riguarda oltre la tutela della nostra tipologia di pesca a Bruxelles, anche l’autodisciplina di chi pesca che secondo l’onorevole consisterebbe nell’elemento essenziale per il ripristino delle specie a rischio.

“In Europa porteremo un pacchetto diverso per il Mediterraneo, con annesse particolarità di Adriatico e Ionio- continua Agostini- In più si prevede di disciplinare le risorse con dei veri e propri distretti di pesca che è da intendersi come una sezione del mare la cui titolarità spetterebbe ai consorzi. Contiamo che questo processo porti anche a rivedere il fermo pesca che attualmente così fatto risulta inutile per la fauna marina”.

In attesa del nuovo Piano Pesca varato dal Governo l’assessore Fabio Urbinati ribadisce l’impegno del Comune di San Benedetto per facilitare il lavoro dei pescherecci: “Inizieremo con la riqualificazione della  banchina e il prolungamento della cassa di colmata in questa settimana. Per agevolare l’ingresso dei pescherecci, in attesa che si concludano i lavori, il comandante della Capitaneria di Porto Michele Castaldo ha firmato un’ordinanza che obbliga i mezzi al senso alternato in entrata ed uscita. In più confermiamo intervento di diminuzione delle tariffe differenziate di conferimento per quest’anno”

Per il pesce azzurro si passa dai 319 totali al mese a 60 euro a conferimento (due 120 euro, tre 200).
Per il pesce bianco si è passati dai diritti d’asta del 4,3% a 3,8%.

Cerchiamo così di abbattere la pressione fiscale indiretta”, conclude Urbinati

 

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