SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa ci facesse una lavatrice in una domenica pomeriggio assolata di settembre nel piazzale  del Comune di San Benedetto se lo sono chiesi in tanti. “Forse un modo per incitare i politici a lavare i panni ormai troppo sporchi?”, commenta un passante.

Spinti dalla curiosità, madre di ogni scoperta e in cerca di risposte, ci siamo avvicinati all’elettrodomestico e abbiamo subito appurato che ne rimaneva solo uno scheletro. Completamente privata del suo interno la lavatrice giaceva lì, sotto la scritta “Comune di San Benedetto”. Osservandola più attentamente cattura la nostra attenzione un biglietto che il vento aveva capovolto impedendone la vista. Lo giriamo e leggiamo:

Dopo una lunga agonia e due allagamenti in 365 giorni, il suo cuore non ha retto. Speriamo che il nostro regga, intanto ne devo comprare una nuova (lavatrice)“, firmato da “Allagati P.d’A”.

Svelato l’arcano. L’elettrodomestico probabilmente vittima delle forti perturbazioni, forse proprio dell’ultima, è stato svuotato per permetterne un trasporto agevolato e portato davanti al Municipio.

La protesta della lavatrice, così l’abbiamo ribattezzata, è  risultata silenziosa e isolata, ma assolutamente laconica per la sua essenzialità ed incisività.

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