SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Consiglio Comunale degli esordi e dei casi rientrati, almeno apparentemente. Nella serata della prima volta di Riego Gambini – subentrante alla dimissionaria Maria Rosa Ferritto tra le fila del Movimento Cinque Stelle – Loredana Emili stoppa le polemiche e i possibili imbarazzi all’interno del Partito Democratico garantendo la propria partecipazione al civico consesso. Per i democrat la prova di una spaccatura mai avvenuta, per i più maligni un gesto calcolato della capogruppo per evitare, almeno per ora, un scontro diretto col sindaco.

Tra i vari punti all’ordine del giorno, l’assise di venerdì ospita il passo indietro dell’amministrazione comunale rispetto al tariffario del servizio di acqua non potabile per gli stabilimenti balneari, tornato ai prezzi originari. Una vicenda mal digerita dall’opposizione, con il Popolo della Libertà che parla apertamente di azione maldestra. “L’aumento andava a finanziare il wi-fi sul lungomare, che invece era stato fatto passare come servizio gratuito”, ammonisce Luca Vignoli. “Incrementare un servizio del 400% non era concepibile. Si è messa la pezza ad un errore, la prossima volta pensateci prima”. Dell’identico avviso Pasqualino Piunti: “La delibera non ha posto San Benedetto in quell’ottica di città capofila che gli spetterebbe. Non c’è stata organizzazione, come nel caso della tassa di soggiorno”. Critico anche il centrista Domenico Pellei, che tuttavia alla votazione della ratifica opta per la consueta astensione: “E’ mancato il dialogo. Gli operatori hanno avuto ragione a lamentarsi”.

Puntualizzazioni sacrosante per la Emili, che sottolinea l’assenza di concertazione: “Il risultato però è stato ottimo nonostante gli incidenti, con elogi a tutto campo per un servizio, quello di internet sulla spiaggia, innovativo e moderno”.

Spazio poi al capitolo più bollente: l’informativa di Gaspari concernente i danni provocati dai ripetuti allagamenti. Il primo cittadino ribadisce: “Il grande problema nasce dal fatto che c’è una non corretta separazione delle acque bianche dalle acque nere. Vale per gli interventi passati, quando le condotte si mischiavano, e per quelli successivi, con condotte che partivano separate e unirsi successivamente”. Gaspari denuncia come lo smaltimento, complicato, avvenga sotto il suolo, dove non vi è una conoscenza puntuale della rete idrica: “Qualche volta sono stati trovati lavori non fatti a regola d’arte. Non mi riferisco ad un periodo di azione che parte dal 2006, bensì a progetti che risalgono a decenni addietro”.

Non mancano stoccate alla Ciip, specialmente alla gestione pre-Alati: “Per troppo tempo non c’è stata sufficiente attenzione sulla nostra realtà. Sono stati attenzionati tanti altri Comuni, assai poco è stato fatto qui. Prima di spendere un altro solo euro in nuove pompe di sollevamento e vasche di raccolta, si dovrà verificare che tutto ciò che esiste funzioni”.

Gaspari passa quindi ai numeri, citando gli 868 mila euro realmente spesi sull’argomento, con i restanti 4,4 milioni in ballo per progetti che dovrebbero prendere corpo nell’immediato futuro: “Per San Pio X, zona Ballarin, Piazza San Giovanni Battista e Agraria stiamo completando gli appalti. In Via Voltattorni finalmente il sottopasso non crea più problemi. Ad eccezione di quello di Via Virgilio, nell’ultima pioggia tutti gli altri sono rimasti percorribili. Ciò significa che alcuni provvedimenti hanno prodotto dei risultati”. Dura al contrario l’analisi su Porto d’Ascoli: “E’ presente un groviglio di condotte ed alcune non raccolgono affatto l’acqua. In Via Val Tiberina la situazione non è ammissibile. Riguardo al torrente Ragnola i danni causati ammontano a 500 mila euro. Qualora ci fossero i soldi, non potremmo comunque usarli in virtù del rispetto del patto di stabilità”.

I toni non si alzano, il clima è propositivo. E il Pdl preferisce non affondare il coltello. “Non so se la vecchia Ciip sia stata disattenta e la nuova no”, osserva Piunti. “In ogni caso risultati non mi sembrano migliori. Stasera la situazione di emergenza è stata riconosciuta dalla maggioranza”. Gli fa eco Andrea Assenti: “Nessuno ha la bacchetta magica, pertanto vogliamo conoscere strategie e accorgimenti. Non dobbiamo dividerci, il tema interessa tutti i sambenedettesi”.

L’unico battibecco si inaugura nel momento in cui la Emili chiama in causa l’eccessiva urbanizzazione del territorio. Vignoli non urla, ma punge: “Voi siete quelli della MegaVariante, non dimentichiamolo. Se ci fossimo stati noi al governo, i cittadini dell’Agraria ce li avreste portati in sala consiliare con i forconi in mano. Noi siamo responsabili e signorili, forse a volte troppo e non l’abbiamo fatto”.

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