TERAMO – Due “b”. L’errore di grammatica più comune alle elementari, quando i bambini abruzzesi imparano a scrivere il nome della propria regione, si è materializzato su uno dei documenti più importanti ad uso dei cittadini, la tessera sanitaria, la cui elaborazione dovrebbe presupporre una conoscenza della lingua italiana ben al di sopra del minimo sindacale.

E così l’Abruzzo sulla tessera sanitaria diventa “Abbruzzo”. L’errore non poteva passare di certo  inosservato alle migliaia di persone che in questi giorni stanno ricevendo il documento per posta, tanto che su Facebook non mancano commenti divertiti o indignati.

“Che l’Abruzzo non stia bene – scrive sul suo blog e sul social network Giampiero Riccardo, coordinatore regionale dei giovani dell’Idv – lo si capisce anche dall’epidemia di “doppia consonante” sprigionatasi dagli uffici della Regione. A parole si chiede di promuovere l’Abruzzo nel mondo, probabilmente cercando di offrire un’immagine di floridità e benessere, in questi tempi di crisi amara; ma alla fine della fiera del politicamente corretto, non ci curiamo della diffusione di strafalcioni come questo. In queste ore – prosegue Riccardo – in collaborazione con il gruppo consiliare regionale Italia dei Valori, sto cercando di risalire alla gara d’appalto per questa tipologia di servizio e capire se addirittura oltre alla magra figura, ci possa essere stato un danno erariale per le casse regionali.
Qualcuno – conclude – sicuramente dirà: “Va beh…si capisce lo stesso”. Io credo che l’incapacità è un virus, che meno di diffonde, meglio è per tutti.
Ps. Vi assicuro che non si tratta di un fotomontaggio. Il logo e la dicitura Regione Abbruzzo è stata appositamente allargata solo per permetterne la lettura ”.

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