Per guardare il video cliccare in basso a destra. Intervista di Massimo Falcioni. Riprese e montaggio di Maria Jose Fernandez Moreno.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prosegue la corsa in solitaria di Luca Vignoli all’interno del Popolo della Libertà. Da ormai un anno, il consigliere comunale azzurro non prende parte alle conferenze stampa indette dal partito, lasciando trasparire sempre più un allontanamento dalle politiche portate avanti da quest’ultimo. L’ultima presa di posizione concordata, ma con il solo collega Pierluigi Tassotti, risale al luglio scorso, in merito alla questione dello stadio Riviera delle Palme.

Luca fa parte del Pdl e svolge da consigliere un lavoro egregio”, dichiara Bruno Gabrielli, negando così l’esistenza di un caso-Vignoli. “Fa quello che ritiene più opportuno fare; non è detto che debba condividere appieno tutte le situazioni del Pdl, lui ne fa parte”.

Il gelo tra Vignoli e il Popolo della Libertà ha origini lontane e provengono prevalentemente dal gelo instauratosi con Pasqualino Piunti all’indomani delle elezioni regionali del 2010, quando dal suo entourage emersero sensazioni di boicottaggio. Da lì in poi un costante profilo basso ed isolato.

“Ognuno di noi – prosegue Gabrielli – a volte possiede delle idee differenti dalle linee guida del movimento. Non per questo non si può restare all’interno e portare avanti un dibattito”.

Qualche settimana fa, sempre Vignoli aveva mostrato malcontento, in tandem con Giuseppe Formentini, per il mancato svolgimento del congresso comunale del Pdl a San Benedetto. “Mi sembra un movimento in liquidazione – aveva tuonato – tante chiacchiere, tanto fumo e niente arrosto”. Senza dimenticare i precedenti giudizi critici nei confronti del coordinatore provinciale in carica, Andrea Assenti: “Auspico che lavori molto di più di quanto abbia fatto come segretario comunale”.

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