SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Barche in mare, stop al fermo biologico. Nella nottata del 17 settembre i pescherecci di San Benedetto hanno ripreso il largo dopo 45 giorni di inattività. Già il 18 mattina sarà riaperto il Mercato Ittico dove il pescato verrà commercializzato. La crisi, il carogasolio, la carenza di pesce nell’Adriatico e la probabile scomparsa di alcune specie. Questa era la situazione prima dell’estate, che portò anche ad uno sciopero della marineria nel gennaio scorso. Cosa è cambiato in questo mese e mezzo o poco più? Lo abbiamo chiesto, raggiungendolo al telefono a Nazzareno Torquati.

Il rappresentante di Assimpesca ha usato parole dure, tornando a ribadire l’inutilità di un fermo pesca così breve: “Purtroppo questo è stato l’ulteriore tentativo che dal 1986 ad oggi si compie senza risultato. Tutto ormai si è dimezzato, dai pescherecci al pescato. I giovani non scelgono più di fare questo lavoro e l’unica cosa che aumenta è l’importazione”.

Torquati insiste sulla formazione di un’Autorità di bacino dell’Adriatico che possa monitorare la situazione e mettere in chiaro un regolamento con la vicina Croazia. In più paragona la marineria sambenedettese a quella del resto del mondo che  grazie a dei fermi biologici durati anche anni sta vivendo un periodo di crescita.

“Per questo- conclude Torquati- occorrono fondi e il Governo centrale dovrebbe elargirli. C’è bisogno di un commissariamento della pesca”.

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