SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Solo una manifestazione d’interesse per la costruzione e gestione della nuova piscina. Un’unica domanda è infatti giunta in Municipio entro le 13 di lunedì, orario fissato come termine ultimo per l’accoglimento delle proposte. “Ci aspettavamo qualcos’altro – confessa l’assessore agli Impianti Pubblici, Eldo Fanini – ne fossero arrivate altre sarebbe stato meglio, tuttavia il periodo economico lo conosciamo e tale esito è comprensibile”.

La busta, sigillata, verrà aperta nei prossimi giorni e valutata da una Commissione tecnica, che dovrebbe di conseguenza dare il via libera per l’ufficializzazione del bando. “E’ un primo passo – prosegue Fanini – ora bisognerà vedere se la manifestazione risponde alle nostre richieste”.

Richieste che il Comune di San Benedetto aveva reso note lo scorso agosto. sezionabile in due vasche da 25 metri, adeguata ai requisiti tecnici previsti dalle Federazioni Nazionale ed Internazionale di Nuoto; una vasca per bambini e una per usi terapeutici e riabilitativi. Dovrà inoltre rispondere ai migliori requisiti in materia di contenimento dei consumi energetici (l’edificio dovrà essere in classe A) e prevedere, tra le altre cose, una tribuna per almeno 500 spettatori.

In cambio il vincitore del bando pubblico otterrà, oltre al diritto a gestire l’impianto e gli spazi connessi per un minimo di 20 anni, un diritto reale che potrà arrivare fino a 99 anni sugli spazi del complesso non destinati alle attività sportive (è prevista la possibilità di inserire nel complesso attività commerciali) e premi volumetrici e cambi di destinazione su aree “nella disponibilità, anche futura, del proponente” oppure il trasferimento in permuta di aree dell’Ente accompagnate da premi volumetrici e cambi di destinazione.

Nessuna chiarezza invece sulla possibile ubicazione della struttura. Tre pertanto le ipotesi in ballo: potrebbe sorgere al posto dell’attuale piscina Gregori, che verrebbe dunque demolita, o nelle vicinanze di questa. Da non scartare infine l’eventualità dell’interessamento di altri terreni, che dovrebbero a quel punto entrare in possesso del Comune con alcune condizioni (la lontananza da zone insalubri, l’accessibilità a mezzi di soccorso, l’agevole collegamento alla rete idrica ecc.).

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