SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la sconfitta, il rimedio. o Almeno si spera. Di seguito l’intervista all’allenatore della Samb Ottavio Palladini dopo l’allenamento di giovedì 13 settembre.

Siamo alla seconda giornata ma la squadra ha già ricevuto molte critiche, soprattutto di natura tattica. Il 4-2-4, da modulo per vincere (com’era stato considerato quest’estate) è diventato il problema principale. Critiche affrettate?

“Mi dispiace soprattutto perché la gente dice che giochiamo con quattro punte ma non è così. Napolano non è una punta, Guglielmi nemmeno. A livello tattico abbiamo sofferto un po’, è vero, ma non perché abbiamo regalato qualcosa agli avversari: sono stati tutti errori individuali, e dispiace. Noi non abbiamo mai fatto il 4-2-4, in fase di possesso eravamo un 4-2-3-1 con i due esterni che si devono abbassare per dare una mano. A volte l’abbiamo fatto bene, a volte male ma il problema è che la squadra si deve aiutare reciprocamente, sia quando attacca che quando difende deve essere corta”.

Forse il problema è che la squadra è stata troppo lunga?

“Io ho rivisto la partita due volte e non siamo stati tanto lunghi. Il problema è stato in fase difensiva, dove non ci siamo posizionati bene. La squadra deve ancora crescere molto e c’è tanto da fare”.

Oggi ha provato il 4-3-3, sarà questa la soluzione finchè la squadra non sarà pronta?

“Ho provato questa soluzione, ma non è la prima volta. Abbiamo tante soluzioni e cercheremo di sfruttarle al meglio. In vista della prossima gara dovremo valutare molte situazioni e la condizione di qualche giocatore”.

Nell’ultima partita ha sorpreso l’esclusione di Santoni, uno dei migliori a Teramo. Ha preferito Guglielmi perchè le dava più copertura?

“Sicuramente. Guglielmi in fase difensiva ci poteva dare una mano in più. Se avesse giocato Santoni sarebbe stato un 4-2-4, con Guglielmi la situazione era diversa, una specie di 4-3-3 mascherato che poteva mettere in difficoltà la squadra. Sicuramente l’aspetto su cui dobbiamo lavorare è la coesistenza in campo tra Pazzi e Shiba. Che hanno fatto un po’ di fatica”.

I terzini (Nocera, Vavalà e Tracchia) sono stati molto criticati. Crede stiano pagando una situazione tattica penalizzante o che non siano ancora pronti?

“I ragazzi logicamente devono crescere, e in fretta. Magari l’impatto con questa città ha fatto tremare le gambe a qualcuno, ma sono giocatori che dobbiamo far crescere e -in questo momento- aiutare. Dobbiamo tirare fuori il massimo da loro”.

Abbiamo visto molti esperimenti. Disanto e Aquino titolari, Ianni mediano e Guglielmi mezzala, ad esempio. Sono situazioni temporanee o punta su di loro in questi ruoli?

“Sono soluzioni che possiamo gestire. Gugliemi questo lavoro lo può fare perché è uno che si sacrifica molto per la squadra. Ianni è stato provato a centrocampo perché è un ruolo che può fare e dietro siamo in molti. Per Ianni resta comunque un soluzione temporanea: a centrocampo abbiamo Scartozzi, Traini, Cuccù e Carpani. Se servirà potremo spostarlo, ma è a tutti gli effetti un difensore”.

Molti cambi di modulo, una squadra eclettica. Le piace l’organico che ha a disposizione?

“Sì. Abbiamo molti buoni giocatori, ora è arrivato anche Aquino che ci ha dato più fisicità e più esperienza rispetto a qualcun altro. Adesso dobbiamo lavorare e crescere. Abbiamo come idea di gioco questo 4-2-3-1 che all’occorrenza può diventare un 4-3-3 e viceversa. Queste sono le due idee di gioco che abbiamo portato avanti finora. Continueremo così”.

In attacco ci sono diversi giocatori. Pensa che sarà difficile gestire tutti o lo vede come uno stimolo per i calciatori?

“Siamo molti, è vero. Rispetto all’anno scorso abbiamo qualche soluzione in più, ma siamo la Sambenedettese ed è giusto che ci siano alternative e possibilità. Non penso sia un problema, e per chi lo pensa il mercato è ancora aperto, c’è tempo fino al 17… Chi non se la sente è giusto che cerchi altre soluzioni”.

Al momento, comunque, tutti felici?

“Sì, sì… Chi non gioca non è felicissimo ma è giusto che sia così”.

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