SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se di test si tratta, che “test” sia. Nell’allenamento del giovedì Palladini cambia molto e prova nuove soluzioni, alcune estemporanee, altre – forse – definitive.

A partire dal modulo: via il 4-2-4 (o 4-3-3 “mascherato”, secondo la definizione di Palladini), spazio al 4-3-3 classico, con Traini a centrocampo e il trio Santoni-Pazzi-Napolano davanti. In difesa, com’era lecito aspettarsi, molte sorprese. Palladini dà fiducia a Tracchia e prova Di Santo sull’out di destra. Aquino, a sorpresa, schierato tra i titolari in coppia con Marini.

Le idee di Palladini sono semplici: davanti i tre devono fare molto più movimento rispetto alle ultime uscite, soprattutto con Pazzi che, oltre a cercare la profondità, è venuto spesso incontro per dare un’alternativa di gioco a Scartozzi e compagni. Santoni, a destra, accorcia spesso a centrocampo, accentrandosi o allargandosi per favorire gli inserimenti di Traini e Disanto. A sinistra Napolano cerca invece la profondità, spesso convergendo al centro per gli inserimenti di Carpani.

Dietro (vuoi per i nuovi arrivi, vuoi per una fiducia tutta da ritrovare) il reparto mostra ancora qualche insicurezza, soprattutto sull’out di destra, dove il giovane Disanto viene costantemente “catechizzato” da Marini e Voltattorni.

La squadra tuttavia sembra girare e, dopo diversi errori sottoporta, arrivano anche i gol di Carpani, Pazzi e Napolano.

Nella seconda partitella Palladini cambia gli uomini, ma non lo schieramento. Piagnerelli in porta, difesa composta da Carminucci, Nocera, Montefusco e Vavalà, centrocampo “sperimentale” con Ianni davanti alla difesa e Cuccù-Gugliemi mezzali. Davanti trio composto da Forgione, Shiba e Camilli. I movimenti sono gli stessi e i vari esperimenti (sempre tenendo conto della partita) sembrano andare bene.

Sicuramente la Samb è una squadra molto varia e piena di alternative, sia tecniche (soprattutto davanti) che tattiche.

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 429 volte, 1 oggi)