SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Patto di stabilità e comuni virtuosi. La Regione Marche, con la deliberazione di Giunta n. 1273 del 10 settembre, ha attribuito al Comune di San Benedetto del Tronto la somma di 881.095,41 euro.

“Anche quest’anno la Regione Marche ha dimostrato grande apertura e disponibilità nei confronti di San Benedetto”: dichiara l’assessore alle Finanze Fabio Urbinati. In sostanza la Regione cede una quota della sua capacità di spesa ai comuni per consentire loro di liberare proprie risorse disponibili ma non utilizzabili per i vincoli previsti dal patto di stabilità (che indica a livello comunitario e, a cascata, a livello nazionale, precisi limiti alla capacità di indebitamento della Pubblica Amministrazione).

In totale la Regione Marche ha messo a disposizione dei comuni una quota pari a 27 milioni e 400 mila euro recependo le istanze presentate con forza anche dalla nostra Amministrazione comunale che costantemente presidia i fabbisogni finanziari dell’ente e il rispetto dei vincoli posti dal Governo. Queste quote permetteranno al Comune di rispettare, come per il 2011, il patto di stabilità interno dell’anno 2012.

“Il ringraziamento va al presidente Gian Mario Spacca e all’assessore Pietro Marcolini – prosegue Urbinati – per aver sbloccato una somma così ingente di investimenti già decisi e finanzianti ma non spesi che l’Amministrazione deciderà si impegnare in seguito”. “Per San Benedetto – afferma la dirigente del settore Gestione risorse Catia Talamonti – come per tutti i Comuni è di fondamentale importanza avere a disposizione questa somma in quanto le sanzioni per il mancato rispetto del patto interno sono pesantissime e si traducono in ulteriori tagli ai trasferimenti statali e nell’impossibilità di assumere il personale per garantire lo svolgimento dei servizi necessari alla collettività”.

“Inoltre – prosegue la dirigente – considerato l’attuale stato di crisi in cui versano tutti i comuni marchigiani, l’intervento disposto dalla Regione è stato decisivo perché senza di esso almeno il 60% degli stessi, non avrebbe potuto rispettare il patto di stabilità interno”.

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