Nel giro di pochi giorni, lo scorso mese di maggio, alcune informazioni ravvicinate mi hanno portato ad una semplice conclusione: è tempo di salvarsi. Tempo di rilanciare e smetterla di subire.

La situazione economica, con la moneta euro a rischio rottura; la lettura di un articolo nel quale si spiegava come Nestor Kirchner, presidente argentino, con la moglie Cristina, avessero trovato riparo rispetto alle richieste di Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Banca Mondiale, rivolgendosi al premio nobel Paul Krugman e servendosi della consulenza dell’economista Cristina Romer; le considerazioni dell’economista Riccardo Bellofiore, che suggeriva di non uscire dall’euro nelle condizioni attuali per evitare una più dura austerità a livello nazionale, senza nemmeno più la minima solidarietà pan-europea.

Tutto questo mentre le misure montiane (o meglio, europee, prima accettate dal governo Berlusconi poi da Monti) causavano la più cruda recessione in Italia; tutto questo mentre la stessa idea di democrazia, in Europa, veniva calpestata.

Tutto questo mentre think-thank delle elite finanziarie (oltre che governative) hanno nel cassetto già piani di azione operativa in caso di rottura dell’Eurozona. Si badi bene: 1) che la rottura dell’Eurozona monetaria è un dato da ritenere quasi certo, a meno che non si cambi l’impostazione complessiva della stessa (impossibile allo stato attuale); 2) che la rottura dell’Eurozona non è qualcosa che si può volere o non volere: è qualcosa che avverrà quando i costi necessari per sostenerla supereranno i benefici che al momento le elite finanziarie traggono da questa condizione.

Mi chiedevo dunque come evitare che la rottura dell’euro si ripercuotesse violentemente sulle famiglie, i lavoratori, i piccoli e medi imprenditori. Per questo ho scritto a Dario De Angelis, economista di Democrazia MMT Italia di Ascoli Piceno, e quindi a Paolo Barnard (autore dell’iper-scaricato e gratuito saggio “Il più grande crimine”), giornalista e principale attivista per la Modern Money Theory in Italia, e a Stephanie Kelton, economista di punta del gruppo statunitense della MMT, già presente al Summit di Rimini del febbraio 2012. La Kelton è professoressa all’università di Kansas City-Missouri e ricercatrice al Levy Economics Institute di New York.

Alla professoressa Kelton ho chiesto l’eventuale disponibilità per definire un dettagliato piano di salvezza per l’Italia in caso di rottura dell’euro. Quindi un intervento per garantire i risparmi dei cittadini, gli indirizzi immediati che dovrà compiere la nuova Banca d’Italia, il modo con il quale un ipotetico “governo MMT” può limitare gli effetti di svalutazione immediati della nuova valuta nazionale, ridurre il rischio inflattivo e soprattutto (questo è uno dei punti di forza della teoria) garantire una piena occupazione senza inflazione (quindi superando l’ostacolo della famosa curva di Phillips, nonostante qualche economista italiano non l’abbia capito).

Stephanie Kelton ha risposto dicendosi disposta ad intraprendere un lavoro del genere (per il momento evito di specificare i dettagli scritti nel testo inviato), costituendo uno staff di ricercatori ed esperti MMT dell’università di Missouri-Kansas City. L’obiettivo di questo lavoro è di fornire a tutti (partiti, sindacati, imprenditori, università, cittadini, giornalisti) uno strumento di valutazione di una realtà tangibile e non astratta, quale un sistema economico di piena occupazione senza iper-inflazione.

Insomma, trasformare la Theory in pratica di tutela e riscossa.

Nel frattempo, Paolo Barnard sta organizzando un secondo Summit MMT (anzi due: uno a Rimini uno nella ricettiva Sardegna), il 20 e 21 ottobre e il 27-28 ottobre.

Non eravamo Piigs, torneremo Italia” è il titolo del Summit: “La conferenza disegnerà il Piano per una nuova sovranità sovranità monetaria con rilancio produttivo e piena occupazione, che sono la vera democrazia” si legge. Verrà redatto un manifesto con gli obiettivi principali da perseguire.

I relatori invitati sono James Galbraith, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marshall Auerback (tutti economisti del gruppo MMT) e il francesce Alain Parguez (circuitista). Galbraith è uno dei consiglieri economici del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Non posso che invitare quanti mi leggono a partecipare (clicca qui per sapere come), contribuire alla riuscita dell’evento, capire. Arrivare ad avere un documento come quello ipotizzato nel progetto e poterlo adoperare “passo dopo passo” nel momento in cui i cittadini dovranno (potranno?) decidere a quale tipo di futuro approdare, potrebbe essere importantissimo per i decenni futuri.

Altrimenti, statevene a casa e tenetevi l’austerità o parlatene solo al bar.

 

 

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