SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Un problema che riguarda grandi e piccole città. Non siamo soli in questo senso, la questione è delicata”. Parola di Fabio Urbinati, che mercoledì mattina ha preso parte alla riunione a Roma della Commissione Anci Attività Produttive.

Sul tavolo, ovviamente, il complesso tema relativo alla movida e alla quiete pubblica, con un occhio rivolto ai comuni di Firenze e Torino, che sembrano aver risolto il problema mediante il varo della cosiddetta patente a punti. Un procedimento assai simile a quello inerente la patente automobilistica, attualmente in discussione anche in realtà come Brescia, Napoli, Catania, Pisa e Roma.

Si dovrebbe partire da una quota di venti punti che andrebbero a scendere qualora i locali non dovessero rispettare le regole imposte.

La normativa fiorentina proibisce la diffusione della musica all’esterno oltre le 23, limita la vendita degli alcolici ed impone la pulizia all’esterno dell’esercizio. I contravventori perdono 5 punti, mentre ne perde 3 chi non mette a disposizione il dispositivo per il controllo del tasso alcolemico nel sangue e chi non possiede i bidoni per i rifiuti. Chi, al contrario, non commette infrazioni per quattro mesi riceve un bonus di quattro punti. Ed ancora, chi offre un servizio impeccabile per un anno incassa diversi vantaggi legati, tra le altre cose, a patrocini comunali.

“Siamo intenzionati a condividere il progetto tutti assieme”, prosegue l’assessore al Commercio. “Chiederemo un parere legale per analizzare il contesto giuridico, visto che l’applicazione delle sanzioni deriverà da un patto col privato”. Si attenderà dunque la documentazione completa proveniente da Torino e Firenze per la consultazione di rito. “Valuteremo i punti deboli”, garantisce Urbinati, atteso la settimana prossima da un faccia a faccia con gli esponenti dell’associazione Madrugada. Il portavoce Sandro Assenti è parso propositivo, pur senza celare qualche dubbio: “Leggendo le delibere, mancherebbe però la responsabilità del singolo avventore. Se una macchina, ad esempio, fosse parcheggiata in doppia fila davanti al mio locale non è detto che appartenga ad un mio cliente. Così come per i bicchieri sparsi per le vie, come stabilire da quale locale provengono?”.

“La discussione è aperta”, conclude Urbinati. “Successivamente il caso finirà in maggioranza ed infine in Consiglio Comunale”.

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