MARTINSICURO – Un viaggio a Magdeburgo per visitare la centrale a biomasse della città ed avere un termine di paragone con quella in progetto a Colonnella. E’ il suggerimento della “Scuola Blu – Centro di Educazione Ambientale” di Martinsicuro all’amministrazione Pollastrelli per risolvere i dubbi sull’impianto previsto a Vallecupa.

“Il sindaco di Colonnella – si legge nel blog del Centro di Ricerche – è incappato in un assalto mass-mediatico per aver appoggiato la costruzione di alcune centrali a biomasse. Un consiglio spassionato: si prenda esempio dall’amministrazione attuale di San Benedetto del Tronto (con il caso dell’impianto di stoccaggio di gas): si formi una delegazione composta da tecnici e rappresentanti di cittadini; si prenda un bell’aereo per la Germania, destinazione Magdeburgo, dove c’è già una centrale simile. Si prendano quindi accordi con la dirigenza della centrale a biomasse lì presente e con il borgomastro. Al ritorno si organizzi un tavolo pubblico con materiale fotografico e con dati da mostrare per avere un termine di paragone: per esempio vantaggi e svantaggi per i cittadini di Magdeburgo (230.456 abitanti)”.

Essendo l’impianto di Colonnella progettato sul modello di quello di Magdeburgo, secondo la Scuola Blu visitare la struttura in Germania potrebbe portare ad una scelta consapevole dei colonnellesi, che avrebbero maggiori elementi per giudicare.

“Alla fine di tutto questo processo – si legge ancora – il risultato potrebbe essere un “No alle centrali”,  ma almeno gli amministratori saranno stati in grado di informarsi, informare e creare contatti con un paese che ha già realizzato impianti simili. E dove i cittadini hanno ricevuto tutte le informazioni del caso”.

La Scuola Blu, pur non essendo contraria a priori alle centrali a biomasse, in quanto considerate positivamente se costruite in modeste dimensioni e funzionali a piccoli centri abitati, si pone con atteggiamento critico nei confronti dei grandi impianti, come quello di Colonnella, che presentano diversi aspetti controversi: il problema dell’approvvigionamento di grandi quantità di materia prima, decine di tonnellate di legna vergine al giorno, in una località lontana dai boschi (e dove quelli esistenti sono compresi in aree tutelate)  e la necessaria ottimizzazione dei costi nel ciclo di produzione di energia elettrica che potrebbe portare al reperimento di materiale combustibile di dubbia provenienza o di scarsa qualità.

Da considerare inoltre anche la collocazione dell’impianto in una zona, quella a ridosso del fiume Tronto, soggetta ad elevato rischio di esondazione, e gli effetti degli scarichi nell’atmosfera, che comporterebbero diversi rischi: le particelle di gas e polveri, diffondendosi nell’aria e successivamente depositandosi sul terreno, potrebbero provocare danni sia alla salute dei cittadini che alle colture dei terreni delle zone circostanti e, successivamente, penetrando nel terreno, nel corso degli anni potrebbero essere anche causa di inquinamento delle falde acquifere.

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