ACQUAVIVA PICENA – “Non so se si può individuare un colpevole o se è purtroppo colpa dei tempi che  inesorabilmente cambiano, ma è innegabile che San Benedetto non è più quella di una volta. Se il turismo languisce e la stagione turistica dura solo una settimana sicuramente una delle ragioni è che ha perso la sua identità, le sue caratteristiche fascino e attrattiva” comincia così la riflessione di Luigi Torquati sulla situazione odierna della Riviera delle Palme.

Il proprietario dell‘Hotel Il Grillo ricorda quando il turista vedeva in San Benedetto il paese ideale, il miglior posto in cui vivere. Un luogo in cui secondo Torquati si respirava profumo di mare, c’era tranquillità, l’ospitalità era cordiale e l’ accoglienza familiare e si spuntavano prezzi abbordabili e tra le altre cose i parcheggi erano gratuiti.

È rimasto qualcosa di tutto questo? quasi nulla!-continua Torquati- e allora perché lamentarci se ora la stagione turistica dura solo una settimana con turisti che vengono a San Benedetto solo per due o tre giorni, con l’ovvia difficoltà di apprezzarne le peculiarità? Quando il turista si fermava per 10/15 giorni si creava l’opportunità di conversare con lui ed era facile farlo innamorare del Piceno e di San Benedetto: bastava fargli conoscere la sua storia della sua tradizione marinara”.

Dopo la riflessione il signor Torquati prova a dare qualche consiglio, innanzi tutto per far tornare il lungomare con i suoi alberghi e case vacanza, un luogo di relax: “Limitarne il più possibile il traffico, attenuarne i frastuoni e vietarne le musiche acchiappaturista, non bisogna, inoltre, irritare il turista costringendolo a parcheggi con prezzi irragionevoli e con multe elevate solo per far soldi. Non dobbiamo estorcere il denaro al turista, dobbiamo solo far in modo che sia lui a spenderlo con piacere e convinzione”.

Per quanto riguarda il commercio il proprietario de Il Grillo sottolinea la poca attenzione a concedere autorizzazioni commerciali “Bisognerebbe ripristinare quella tipicità, quell’atmosfera, quella qualità, quella professionalità. E’ difficile ma bisogna provarci”.

 

 

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