COLONNELLA – L’amministrazione Pollastrelli incontra i cittadini venerdì 7 settembre per discutere sulla centrale a biomassa in progetto in contrada Vallecupa. All’incontro, che si tiene in contrada San Giovanni, in piazza Novelli alle ore 21, interverranno anche i sindaci di Martinsicuro e Monteprandone, Paolo Camaioni e Stefano Stracci, il vicesindaco di Controguerra Fabrizio Di Bonaventura, il presidente dell’Unione dei Comuni Val Vibrata Umberto D’Annuntiis, l’ingegnere dell’Ufficio Tecnico del Comune di Colonnella, l’avvocato Fausto Corti, presidente di Italia Nostra sezione dell’Aquila, e gli esponenti di altre associazioni ambientaliste, tutti chiamati ad esprimere la propria posizione sugli impianti in progetto lungo la bonifica del Tronto.

Nel frattempo il gruppo di opposizione “Insieme per Colonnella” ha presentato una richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto che prevede come punti all’ordine del giorno la revoca del parere favorevole alla costruzione della centrale; il ricorso al Tar; le dimissioni del sindaco; l’approvazione di una delibera di Consiglio comunale contro la costruzione di centrali da biomasse e di qualsiasi altro impianto non compatibile con la tutela dell’ambiente e potenzialmente nocivo alla salute dei cittadini.

Giovedì 6 settembre l’onorevole Augusto Di Stanislao ha presentato al Presidente della Camera 1845 firme della petizione popolare contro la centrale di Vallecupa. “Dopo appena 4 giorni – ha affermato la consigliera Graziella Cecchini – 1200 cittadini colonnellesi hanno detto no allo scempio che il sindaco Pollastrelli ha autorizzato nel nostro Comune senza coinvolgere i cittadini. Alla luce delle firme in nostro possesso possiamo affermare che il sindaco non ha più la maggioranza politica per poter continuare a governare”.

Le centrali di cui si discuterà nell’incontro di venerdì sera a San Giovanni sono previste a Controguerra e Colonnella e producono energia dalla combustione di biomasse: oli vegetali nell’impianto di Controguerra e legna e scarti vegetali in quello di Colonnella. Il primo sito prevede tre impianti da un megawatt l’uno (nella zona dell’ex Metalstampa) e il secondo 6 impianti da 1 megawatt ciascuno (nello stabile dell’ex Italiana Manifatture in contrada Vallecupa).

COLONNELLA: Il progetto per la realizzazione di una centrale da 6 megawatt è stato presentato dalla Sagitta Immobiliare srl di Tortoreto, un’azienda attiva nei settori della gestione immobiliare e dello sviluppo, della costruzione e della gestione di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile. L’azienda è stata costituita nel 2007, grazie ad una collaborazione tra imprenditori e professionisti, con l’obiettivo di acquisire, ristrutturare e di avviare nuovamente alla produzione lo stabilimento dell’Italiana Manifatture, da circa un decennio in stato di abbandono.

Nello stabile la società, attraverso la Sagitta Solare Srl, nei mesi di maggio e agosto 2011 ha realizzato due impianti fotovoltaici posizionati su parte della copertura dei due corpi centrali dell’edificio, ripristinando anche l’impermeabilizzazione dei locali sottostanti. Attualmente, oltre al progetto per la centrale a biomassa, la società ha in fase di progettazione un terzo impianto fotovoltaico sulla copertura dello stabile.

Il tipo di centrale a biomassa solida progettato per la sede di Vallecupa si ispira ad una nuova tipologia di centrali di origine tedesca, incentrate sul combinato impiego di pirolisi e gassificazione, denominato Sistema Pirogass.

La centrale, costituita da sei impianti dalla potenza elettrica di 990 kWp ciascuno, è collocata all’interno di una porzione del complesso industriale, costituito da circa 25.700 mq (su 51.920 complessivi).

L’impianto è progettato per l’impiego di materiale vegetale prodotto da coltivazione dedicata; materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico, lavaggio con acqua o essiccazione di coltivazioni agricole non dedicate; materiale vegetale prodotto da interventi selviculturali, da manutenzione forestale e da potatura; materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica e dal trattamento con aria, vapore o acqua anche surriscaldata di legno vergine costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli non contaminati da inquinanti; sansa di oliva disoleata. Mantenendo la possibilità di utilizzare tutte queste diverse tipologie di biomassa, l’impianto impiegherà come combustibile il cippato di legna vergine, con granulometria di circa 30mmx30mm, in quanto tale tipologia consente di ottimizzare i risultati economici dell’impianto. L’impiego di cippato di legna vergine infatti è in grado di combinare la produzione di energia rinnovabile con quella di carbone vegetale, avente un grado di purezza pari al 95% e pertanto adatto alla commercializzazione nel settore della depurazione come base per la produzione di carboni attivi. Il cippato di legna sarà stoccato in balle pressate del peso compreso tra i 650 e i 750 Kg l’una.

I motori sono alloggiati ognuno in un container insonorizzato al fine di ridurre al minimo il loro impatto acustico.

Insieme alla produzione di energia elettrica si prevede un’erogazione di energia termica annua netta di 8.040.000 kWh (tutti i dati si riferiscono ad un singolo impianto sui 6 previsti).

Il ciclo produttivo è di 24 ore su 24, con la combustione di 750 chili di legna ogni ora (6mila tonnellate all’anno), reperiti sul mercato e trasportati sul sito con autoarticolati. Si calcola che in 8mila ore di funzionamento all’anno si ha una produzione annua lorda di energia elettrica pari a circa 7.920.000 kWh.

Il processo di pirolisi e gassificazione genera, oltre all’energia rinnovabile, elettrica e termica, un residuo solido per una quantità di circa 188 Kg per ora, ossia 1.504 tonnellate l’anno, costituito da carbone vegetale avente un grado di purezza pari al 95% e quindi impiegabile nel settore della depurazione quale base per la produzione di carboni attivi.

I forni di pirolisi e gassificazione non avranno scarichi diretti in atmosfera, ma l’impianto produce a fine ciclo un flusso di emissioni in atmosfera nella misura di 4mila Nm3 l’ora (32milioni di Nm3 l’anno): vapore acqueo (13%), anidride carbonica (525 mg/Nm3), monossido di carbonio (300mg/Nm3), ossidi di azoto (457 mg/Nm3), formaldeide (40mg/Nm3), polveri sottili (4mg/Nm3), ossigeno (6,1%), con una concentrazione di inquinanti per Nm3 conformi ai limiti stabiliti dal D.L.152/2006 parte V, Allegato I, Parte III, art.1,3 comma a.

Produce inoltre olio lubrificante esausto (4.800 litri all’anno) carboni attivi esasuti (1.200 chili all’anno), emissioni acustiche nella misura di 55 dB a sette metri di distanza. (I valori sono stati ricavati dalle misurazioni di un analogo impianto in funzione in Germania a Magdeburgo).

Emissioni solide e liquide sono invece riconducibili al sistema di purificazione del Syngas, nell’ambito del quale si registra la produzione dei seguenti scarti: ceneri e polveri di combustione (17,5 chili all’ora, 140 tonnellate all’anno); olio di pirolisi (0,015 litri all’ora, 1,20 litri all’anno) opportunamente stoccati e poi smaltiti; acqua di condensa, (29,985 litri all’ora, 239.880 litri all’anno).

CONTROGUERRA: Sono stati presentati in Comune quattro progetti di centrali a biomasse, ancora in fase di valutazione. Una è stata presentata nel marzo 2011 da 960 Kw, un impianto di cogenerazione identico a quello della Socabi, e altre tre ad aprile 2012 di altrettante società di Macerata per la realizzazione di tre impianti da un 999,00kWe ciascuno, alimentati da olio vegetale (olio di soia, girasole, colza, palma, cocco, ecc).

Il sito è previsto in contrada Piane Tronto in uno stabile di nuova costruzione, e si stima una produzione per ogni impianto (su 8mila ore di attività all’anno) di energia elettrica 7.992 MWe all’anno; di energia termica per usi industriali (riscaldamento serbatoi olio vegetale e relative condotte) di 400 MWt all’anno (su 8mila ore lavorative all’anno), attraverso la combustione di oli vegetali (soia, girasole, colza), quantificati in 1.433 tonnellate l’anno.

Nel ciclo produttivo saranno impiegati 160 litri di acqua all’anno per il reintegro dei consumi nei circuiti di raffreddamento del motore, e 8m3 di olio lubrificante all’anno per il motore endotermico.

L’impianto comprende lo scarico, lo stoccaggio, il trasferimento e il trattamento dell’olio.

Dalla lavorazione dell’olio e dalla combustione del gruppo di cogenerazione, vengono prodotti fumi immessi nell’atmosfera, tra cui polveri, ossidi di azoto, monossido di carbonio. I fumi vengono pretrattati in uscita dai collettori, con marmitta catalitica e metalli nobili per abbattere gli agenti inquinanti presenti. Le emissioni in atmosfera devono rientrare nei parametri regolati dalla parte quinta del D.Lgs 3/4/2006 N°152 (Norme in materia ambientale). Per gli inquinanti del D.Lgs 3/4/2006 N°152, si fa riferimento alla tabella del capitolo 3) “motori fissi a combustione interna” della Parte III dell’allegato I alla parte quinta del D.Lgs. 152/2006.

L’impatto acustico dell’impianto, che prevede la predisposizione dei motori in cabine insonorizzate, è di 60 dB per il periodo diurno e 50 dB per il periodo notturno.

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 917 volte, 1 oggi)