SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Basta con gli interventi tampone”. All’indomani degli allagamenti che hanno nuovamente sconvolto San Benedetto, Dante Merlonghi non cela l’irritazione e spara a zero su un disagio che la città affronta ormai da troppo tempo. “E’ giunta l’ora di affrontare concretamente e seriamente con un grande progetto il tema della messa in sicurezza di San Benedetto”, afferma il responsabile regionale Enti Locali dell’Italia dei Valori. “Sono quaranta anni che accade e non si comprende il perché si sia stati incapaci di dare una risposta concreta a tale fenomeno, nonostante l’amministrazione si stia ben muovendo su tale questione”.

Merlonghi propone quindi la sua soluzione: “E’ necessario seguitare nello studio a  fondo della canalizzazione delle acque per eliminare definitivamente la grande apprensione e paura che assale i sambenedettesi ogni qualvolta piove. Con spirito collaborativo è forse il caso di cominciare a discutere della possibile realizzazione di grandi vasche di accumulo dell’acqua, prevedendo ovviamente la portata nelle varie zone della città, dove far confluire tutte le acque piovane”.

Una location, pertanto, l’esponente dipietrista pare averla già individuata: “Oltre a prevederle nelle varie piazze principali, mi viene in mente che una delle possibili vasche potrebbe essere realizzata laddove è stato progettato di costruire l’impianto di stoccaggio del gas essendo la stessa una vasca naturale”. Ma non è tutto, perchè Merlonghi desidererebbe realizzare anche, lungo la Statale Adriatica, un’nifrastruttura di canalizzazione “per poter accogliere tutta l’acqua piovana che proviene dalle colline e che si riversa nelle zone più pianeggianti”.

“In attesa di un ampio e partecipato dibattito all’interno delle istituzioni cittadine – conclude – potremmo pensare di dotare la nostra Protezione Civile di pompe idrauliche. È ora di pensare ai cittadini e ai residenti”.

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