CUPRA MARITTIMA – Grande soddisfazione da parte dell’organizzazione per il risultato del primo Festival Pensare Altro di Cupra Marittima.Le tre giornate all’insegna del pensiero libertario – tenutesi dal 31 agosto al 2 settembre 2012 – hanno suscitato interesse nel pubblico tanto che alcune discussioni sono poi continuate all’esterno del Cinema Margherita. Un luogo d’incontro dunque, fra i relatori e i tanti presenti.

Molti i relatori presenti che hanno reso possibile la manifestazione e che il team organizzativo ringrazia: Filippo La Porta, Stefano Boni, Luigino Bruni, Piergiorgio Cinì, Federico Paci, Beatrice Bellabarba, Carlo Ghirardato, Gino Troli, Pietro Bottali, Giorgio Colangeli, Gianluca Vagnarelli e Matteo Marchesini che ha sostituito Maurizio Maggiani assente per un improvviso problema di salute.

Si è parlato di anarchia, della possibilità di una rivoluzione personale nel proprio quotidiano, del lavoro che deve essere inteso come un dono: un superamento del contratto che gioverebbe al dipendente e l’imprenditore. Poi si è discusso sulla necessità di far capire alle nuove generazioni l’importanza dell’impegno a prescindere dal risultato economico, e del bisogno, nel mondo di oggi determinato dalla finanza, di insegnare a scuola materie come economia.

“Fondamentale la vicinanza tra anarchia e poesia- commenta Lucilio Santoni, l’ideatore del festival -. La poesia ha dentro gli anticorpi che servono all’uomo a tutelarsi contro una società tendente sempre di più alla burocratizzazione e troppo allineata ai leader che la guidano. Occorre una mente critica per essere liberi”

“Questa è un po’ la differenza tra quello che era il partito comunista una volta – continua La Porta– e il pensiero anarchico. I comunisti erano sempre in linea con il proprio leader. Gli anarchici sono delle individualità che formano un noi”.

Si è sottolineato l’importanza del presente, del “qui e ora” e del non essere schiavi della progettualità, che è possibile sono quando il sacrificio che richiede abbia un legame con il tempo biologico della vita umana.

Non potevano mancare le storie degli anarchici raccontate da Piergiorgio Cinì, cantate da Beatrice Bellabarba e musicate dal maestro Federico Paci e dal Laboratorio Ensamble.

Emozionante il De André uscito dalla voce di uno dei suoi maggiori interpreti, Carlo Ghirardato e dalla lettura che ne ha dato il professor Gino Troli.

L’inaspettata presenza di Zoro (Guido Bianchi) con la proiezione del suo video girato a Cupra neo 2010 e andato in onda nella trasmissione “Parla con me” della Dandini, ha allietato il pubblico.

Il festival si è concluso con la lettura da parte dell’attore Giorgio Colangeli del carteggio tra Sante Caserio (che in realtà si chiamava Santo, come ha precisato lo studioso Giunluca Vagnarelli) e la sua famiglia. La storia dell’anarchico italiano che per i suoi ideali aveva ammazzato il presidente francese Carnot è stata raccontata anche ricordando l’analisi superficiale che fu fatta dai criminologi del tempo, Lombroso e Lacassagne. Molto sentita l’interpretazione di Colangeli, a tratti commosso.

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