TERAMO – La vittoria della Samb in casa del San Nicolò ha lasciato tanti interrogativi e alcune certezze. Nella prima mezz’ora la Samb, col 4-2-4, non riesce a giocare: i rossoblu soffrono il pressing avversario e vengono schiacciati in difesa. I quattro davanti riescono a creare qualcosa ma, col passare dei minuti, fare arrivare la palla in attacco è sempre più faticoso.

L’organizzazione difensiva, specie sulle palle alte, è da rivedere, così come la copertura che Carpani e Scartozzi possono dare agli esterni (partita difficile sia per Nocera che per Tracchia) senza un aiuto costante degli esterni offensivi.

Per un lavoro del genere serve una squadra che gioca alta e con una condizione fisica invidiabile, cose che la Samb non ha dimostrato di avere, per ora. C’è tempo, e la missione non è del tutto proibitiva. Ma a questo punto del campionato una soluzione del genere sembra complicata.

Subìto lo svantaggio la Samb ha perso il controllo della gara e, se il parziale non è aumentato, bisogna ringraziare il San Nicolò che, tra il 13′ e il 30′, ha fallito tre volte il raddoppio.

Con il centrocampo a tre la Samb è riuscita a fare maggior filtro e la partita (complice il calo fisiologico del San Nicolò) è cambiata. Santoni, messo in posizione più centrale, è subito decisivo, così come il resto dell’attacco che -supportato dal resto della squadra- ha cambiato la partita.

In attacco Shiba e Pazzi sono dominanti, a centrocampo Carpani e Scartozzi, slegati da compiti prettamente difensivi, danno alternative importanti coi loro continui inserimenti. La Samb del secondo tempo, aggressiva ma accorta, crea e segna, subendo poco e quasi sempre con tiri da fuori.

I giocatori di qualità in una squadra che punta a vincere sono importanti: la partita di ieri l’ha dimostrato. Averli tutti insieme è un punto di forza ma, senza il supporto giusto, diventa un peso. Resta da chiedersi se e per quanto un modulo del genere (che porta a un grande dispendio fisico) sia sostenibile.

Senza la forma giusta e un’organizzazione collettiva adeguata si rischia di sciupare le qualità dei migliori, costringendoli a un lavoro difensivo che che toglie loro la lucidità nei momenti chiave della partita.

Sarà un bel lavoro per Palladini, un tecnico bravo, capace e preparato che sta lavorando per rendere questo gioco possibile.

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