SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Vado molto raramente su Facebook ma capita spesso che cose riguardanti la mia persona mi arrivano per posta. Forse devo fare qualche taglio agli “amici”. Specialmente per l’ultimo mio DisAppunto sulla visita di Sgarbi in città, un giovane sambenedettese appartenente al Pd piceno mi ha “tempestato” di sue considerazioni. Di solito non le considero perché i commenti assorbono quasi interamente le mie giornate. Stavolta faccio un’eccezione perché forse un po’ di torto ce l’ho anch’io accennando al contenuto del suo comunicato stampa considerandolo stranissimo. Quindi anche se un solo lettore dovesse obiettare che il mio giudizio è incompleto, ho deciso di pubblicare integralmente il suo scritto elaborato prima del mio DisAppunto e i suoi pensieri dopo il mio DisAppunto su FAcebook. Ecco a voi Gianluca Pompei dopo di che mi inserirò di nuovo:

TITOLO: E allora querelaci tutti!

È questa la prima cosa che mi viene in mente leggendo le parole intimidatorie e vigliacche che Vittorio Sgarbi rivolge al Capogruppo Emili e a tutto il Consiglio Comunale di San Benedetto. Perchè è bene che Sgarbi sappia che le stesse argomentazioni i Giovani Democratici le hanno sollevate dopo la sua comparsata ad Ascoli Piceno per il cartellone dal sapore nostalgico “l’altra Italia” e non credo siano gli unici a condividerle fino in fondo. Sgarbi dice di essere stato invitato e aver partecipato gratuitamete, e per fortuna! Aggiungio io. Si presenta con la consueta spocchia e dà del Clochard al Sindaco (che sarà pure suo “amico” ma rappresenta pur sempre la città), non contento invece che scusarsi non trova niente di meglio da fare che insultare prima l’On. Ciccanti con un linguaggio (Ciccanti, Coccanti, Chi?) che viene dritto dal peggior giornalismo di regime che speravo archiviato con la caduta in disgrazia di Emilio Fede e poi se la prende con il Capogruppo Emili (alla quale non si può che esprimere solidarietà) e col Consiglio Comunale della nostra città.

E’ veramente intollerabile che Sgarbi si permetta di definire “depensanti” i membri del Consiglio Comunale, di ogni colore, perchè essi sono i rappresentati dei cittadini sambenedettesi di fronte ai quali l’istrione critico d’arte non ha alcun titolo per stare col petto gonfio nè tanto meno per esprimere giudizi.

Egli, che è sottoprodotto di un berlusconismo anche mediatico ormai residuale, non può e non deve trovare spazi di legittimazione nella nostra città; sarà poi affar suo se continuerà a trovare sindaci generosi come Castelli che ritengono ancora di pagare per portare nelle proprie piazze il circo del personal brander e critico d’arte. Perchè Vittorio Sgarbi è questo, uno storico dell’arte che ormai da tempo ha fatto di se stesso la merce (con buona pace dell’arte) relegando le proprie competenze al packaging del prodotto commerciale “Vittorio Sgarbi”.

Credo che a San Benedetto non debba sentirsi il benvenuto nessuno che insulti le istituzioni, delegittimi i suoi luoghi della rappresentanza e pensi di sottrarsi ai proprio errori intimedeno con linguaggi fascisti i propri interlocutori. Nè oggi nè domani. Tornerà presto nella nostra città? Mi auguro che lo faccia da turista e con in mano una lettera di scuse, rivolta non solo agli amministratori ma a tutti i sambenedettesi.

 FIRMATO: Gianluca Pompei, Assemblea Nazionale Giovani Democratici – Responsabile Provinciale PD – Federazione AP

Gianluca Pompei su FACEBOOK, dopo il mio DisAppunto: “Sgarbi continui tra il critico Vittorio e il nostro Amedeo. A chi sono utili? Noi li abbiamo fermati

 Credo di non aver avuto parole mai men che rispettose per Riviera Oggi e per il suo direttore Nazzareno Perotti e forse ho erroneamente pensato che comportamenti rispettosi ne generassero altri di conseguenza, ma evidentemente sbagliavo. Spiace la supponenza con cui fa riferimento alle parole a lui inviate che potete leggere qui ( http://bit.ly/PFGyGa ) e decidere da voi se siano “cose stranissime” come le definisce Perotti. Particolarmente scabroso e scorretto fra l’altro è vedere un direttore di giornale scrivere “madame Perazzoli” per individuare una persona autonoma e autorevole che è il capogruppo del mio Partito e che ricopre quel ruolo in virtù delle proprie capacità e dei consensi che i cittadini le hanno ripetutamente assegnato. Questo linguaggio triste e svilente della dignità femminile è lontano da quello che io ritengo buon giornalismo ma sono certo che produrrà gli adeguati sorrisi sperati.

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I miei complimenti ultimi vanno al “la lettera di Pompei la vedrete sicuramente pubblicata domani su altri giornali (magari con tanto di locandina)” che è cifra della spocchia e del pensiero del direttore nei confronti dei suoi colleghi giornalisti, sintomo di ottimo sviluppo di un ego da censore che lo avvicina certamente più a Sgarbi (ed il linguaggio che è ho sopra sottolineato ne è prova) che ai contenuti del mio intervento.

P.S. Concludo dicendo che la mia smania di comparire ha toccato l’apice quando ho accettato l’invito negli studi di RivieraOggi per un confronto video con altri giovani militanti politici (occasione nella quale altri si sono dimostrati padroni di casa ben più cortesi di lui, e li ringrazio) ma evidentemente la smania di comparire è lecita quando Riviera Oggi se ne fa promotrice e illegitima quando il suo direttore se ne erge a degno censore.

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Ciao Nazzareno, sono Stefano Pompei (amico di Gianluca Pompei) ha commentato un link in cui sei taggato.

Stefano ha scritto: “Noto la singolarità di qualcuno che definisce Gossip una polemica sulle dichiarazioni di Sgarbi, che nulla hanno a che vedere con la sua vita privata, e tre righe dopo fa riferimento allo stato civile di un consigliere comunale che lo stesso editorialista ritiene così poco “mondana” da dover aggiungere tra parentesi la traduzione…”

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 Ciao Nazzareno, Gianluca Pompei ha commentato un link in cui sei taggato.

Gianluca ha scritto: “p.s.2. ora sono terrorizzato dal fatto che il mio CAPO Giovanni Gaspari nel prossimo consiglio di amministrazione del PD possa sfiduciarmi di fronte agli altri investitori. devo far sparire le mie stock options del PD.. AH no… il PD non è un partito azienda.. vabbè, sarà per la prossima”

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 Gianluca ha scritto: “e pensare che lo avevo detto proprio negli studi di Riviera Oggi che il Sindaco non è un autocrate (non è, cioè, un singolo individuo che detiene un potere illimitato NDD) e che le responsabilità politiche di un’amministrazione sono sempre da dividere tra i membri della maggioranza… pensa te..”

 IL DIRETTORE RISPONDE

Avevo giudicato stranissimo (adesso un po’ meno) il comunicato di Pompei  che non avevo pubblicato perché ritenuto strumentale); dopo le sue aggiunte sono frastornato ma lascio la parola finale ai lettori quindi ai cittadini che noi rispettiamo molto più di altri giornali (spiego anche al giovane politico che i miei riferimenti negativi vanno sempre agli editori e molto raramente ai “colleghi giornalisti”). Mi permetto solo di mettere in rilievo tre particolari, due sue frasi e una di un suo amico omonimo:

1-“Questo linguaggio triste e svilente della dignità femminile è lontano da quello che io ritengo buon giornalismo ma sono certo che produrrà gli adeguati sorrisi speratiDignità femminile? Boh, gli ho risposto: che dice?  Sorrisi? Nessuno, tanto meno i suoi. 

2-“quando ho accettato l’invito negli studi di RivieraOggi per un confronto video con altri giovani militanti politici (occasione nella quale altri si sono dimostrati padroni di casa ben più cortesi di lui, e li ringrazio”,  falsità e assurdità rare da vedere insieme.

3-l’amico “riferimento allo stato civile di un consigliere comunale che lo stesso editorialista ritiene così poco “mondana” da dover aggiungere tra parentesi la traduzione” incomprensibile!

Chiudo con un po’ di veleno sta sempre nella coda: ho recentemente ripreso il mio Massimo Falcioni per aver parlato di crisi della giunta Gaspari sulla questione del porto; dopo le esternazioni di cui sopra credo che sia in parte vero ma con protagonisti diversi e più ravvicinati. Gianluca Pompei docet. Mi aspetto da lui un piccolo ringraziamento per aver aumentato la sua popolarità anche se non credo (dico non credo) che sia  tutta colpa sua ma di chi lo ha mandato allo sbaraglio mantenendo il solito silenzio stalinista. Il CAPO Gaspari apprezzerà?

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